Fabrizio Battisti - Superbike-MotoGP, la sfida è iniziata
Fabrizio Battisti - Hemingway e il cortocircuito dell’informazione motociclistica
Mirko Graziani - Caro vecchio Trap
Daniele Petroselli - Il Tour è sempre il Tour
Fabrizio Battisti - Ben Spies, il caccia è decollato
Daniele Petroselli - Giro d'Italia: Cadel Evans contro tutti
C'è grande amarezza nelle parole di Diego Armando Maradona, nella conferenza stampa d'addio alla panchina dell'Argentina. El Pibe de Oro ha indicato i responsabili del suo esonero in Carlos Bilardo, il manager delle nazionali argentine, e Julio Grondona, presidente della federcalcio (Afa), verso i quali non ha nascosto il suo risentimento. Nel suo primo incontro con la stampa, durante il quale si è limitato a leggere un comunicato dopo l'esonero da ct di ieri, Maradona è stato duro nel tono e nei contenuti. A finire nel mirino dell'ex tecnico sono stati proprio i due 'big' della nazionale di Buenos Aires, Bilardo e Grondona. Riferendosi a quanto avvenuto "nelle ultime ore", e cioè alla sua cacciata dalla panchina della Seleccion, Diego ha in sintesi detto che il primo lo ha "tradito" e il secondo invece "mi ha mentito". Dichiarandosi "in lutto" ormai da tempo, e cioè dalla goleada con la quale la Germania ha rispedito a casa dal Sudafrica l'Argentina, Maradona ha ricordato che un anno e mezzo fa, quando prese l'incarico quale ct, "ero stato chiamato per spengere un incendio, e lo abbiamo fatto. Potevamo iniziare a lavorare con più tranquillità, ma è successo quanto abbiamo visto". Nel suo incontro con la stampa di una ventina di minuti Maradona ha inoltre lanciato una sorta di avvertimento a quello che sarà il suo successore alla guida della nazionale. Negli ambienti della federcalcio - ha precisato - "si annida il tradimento. Ci sono personaggi che non vogliono bene al calcio argentino e l'unica cosa alla quale pensano è badare ai propri interessi. Io lascio con la coscienza tranquilla", ha sottolineato Diego, che durante l'incontro stampa era vestito con una giacca azzurra senza cravatta, e che è stato applaudito dai cronisti. Su Grondona l'ex ct ha tra l'altro rilevato che subito dopo la sconfitta con la Germania il presidente dell'Afa "mi aveva detto che era contento del mio lavoro invitandomi a proseguire nell'incarico". Le cose sono cambiate - ha concluso - al rientro a Buenos Aires dal Sudafrica. "Voleva che io continuassi, ma mandare via sette persone tra i miei assistenti, fatto che equivale a dirmi di non proseguire. Io difendo la mia gente, ho dei valori e principi, cose che loro non hanno: questi sono fatti che non si negoziano. Loro al posto mio avrebbero tradito".