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Un altro episodio di violenza ha segnato una giornata di calcio. Ancora una volta per una minoranza di tifosi, è prevalsa la voglia di dimostrare la propria forza con la violenza e non solo la propria passione per una squadra. Tutto è cominciato quando sono arrivate diverse segnalazioni alle forze dell'ordine, per la presenza di un gruppo isolato di tifosi napoletani che viaggiavano a bordo di due furgoni, nei dintorni dello stadio, minacciando persone e danneggiando auto. Erano armati di spranghe e coltelli, coperti in viso da cappucci e maschere di carnevale. Gli scontri successivi con i tifosi friulani e con la polizia sono iniziati vicino la curva Nord. Il bilancio finale è stato di sette feriti (tre agenti e quattro tifosi friulani) e otto arresti, sei dei quali sarebbero i componenti del gruppo che ha seminato il panico. Probabile, a questo punto, un nuovo divieto di trasferta per i sostenitori napoletani, ma questa volta fino alla fine della stagione. Non è tardato ad arrivare il commento del questore di Udine, Giuseppe Padulano: "Siamo di fronte ad un'azione di guerriglia, uno scontro premeditato. Ma così non può continuare". In seguito ha poi dichiarato: "Invierò una relazione dettagliata all'Osservatorio. Manderemo tutti i filmati ai colleghi di Napoli. Sarebbe ora di vietare le trasferte alle tifoserie avversarie. Abbiamo davvero rischiato il peggio". Ora al vaglio degli investigatori ci sono molti filmati registrati dalle telecamere dello stadio.