Fabrizio Battisti - Superbike-MotoGP, la sfida è iniziata
Fabrizio Battisti - Hemingway e il cortocircuito dell’informazione motociclistica
Mirko Graziani - Caro vecchio Trap
Daniele Petroselli - Il Tour è sempre il Tour
Fabrizio Battisti - Ben Spies, il caccia è decollato
Daniele Petroselli - Giro d'Italia: Cadel Evans contro tutti
Ancora una volta gli ottavi di finale di Champions sono fatali al Real Madrid che viene eliminato per la sesta stagione consecutiva dopo la fase a gironi, in questo caso per mano del Lione. La sesta eliminazione agli ottavi però pesa ancora di più alle merengues perché a maggio la finale si sarebbe giocata al "Bernabeu" davanti al pubblico di casa. Inoltre svanisce, almeno per quest'anno, il sogno di Florentino Perez di vincere la decima Coppa dei Campioni per la quale il presidente madri dista ha speso cifre esorbitanti nell'ultima campagna acquisti estiva (oltre i 200 milioni di euro) pur di accaparrarsi campioni del calibro di Kaka', Cristiano Ronaldo, Benzema e Xabi Alonso.
Eppure nel primo tempo i padroni di casa, dovendo rimontare lo svantaggio di 1-0 dell'andata, partono subito forte andando in vantaggio già al 6' con Cristiano Ronaldo che batte Lloris segnandogli sotto le gambe. Le merengues continuano ad attaccare fino all'intervallo ma sprecano numerose volte il raddoppio con Kaka', lo stesso Ronaldo e Higuain che prima si fa parare un destro incrociato dal limite al 15'da un ottimo Lloris e poi al 29' supera lo stesso portiere francese ma a porta a vuota, in posizione abbastanza defilata, colpisce la base del primo palo. Dall'altra parte il Lione si vede sol al 34' con un tiro al volo lisciato da Makoun da buona posizione e nulla più.
Nella ripresa il tecnico dei francesi Puel decide di togliere i deludenti Boumsong e Makoun inserendo Kallstrom e Gonalons. Gli ospiti diventano così più aggressivi a centrocampo e più pericolosi in attacco impensierendo la difesa spagnola con Govou e Lisandro Lopez nei primi dieci minuti del secondo tempo. Pellegrini cerca di dare più creatività al centrocampo (senza lo squalificato Xabi Alonso) inserendo Van der Vaart al posto di Granero ma non basta perché il Real appare stanco e lento, probabilmente i giocatori in campo sentono ancora lo sforzo della rimonta effettuata nell'ultima gara di campionato contro il Siviglia (da 0-2 a 3-2), e si fa vedere in avanti solo con un potente destro di Kaka' che termina sul fondo. Il Lione allora sfrutta l'evanescenza dei galacticos per pareggiare con il giovane bosniaco Pjanic al 31' del secondo tempo che approfitta della dormita dei difensori centrali per gelare il pubblico spagnolo del "Bernabeu" e il tecnico Pellegrini, il quale ora se vorrà rimanere al comando dei blancos dovrà per forza vincere la Liga. L'1-1 taglia quindi le gambe al Real, ormai sfinito e poco reattivo, e neanche l'entrata di Raul per Kaka' (fischiato dal pubblico durante il cambio) dà la speranza ai padroni di casa di segnare i due gol qualificazione ai francesi che, oltre a gestire senza troppi affanni l'ultimo quarto d'ora di gara, vanno molto vicini al secondo gol con Lisandro Lopez e Delgado, fallendo entrambi clamorosamente a tu per tu con Casillas, prima del triplice fischio di Rizzoli (buon arbitraggio) che apre i festeggiamenti a Lione e i processi a Madrid.