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Arrivare in cima partendo da zero. La dimostrazione che nella vita niente e impossibile e che i sogni, anche quelli più duri, si possono realizzare. E' la storia di Andrea Stramaccioni, neo tecnico dell'Inter (il quinto dopo Mourinho). A dir la verità il giovane Andrea avrebbe voluto fare il calciatore più che l'allenatore: un prospetto di buone speranze si è fermato con la Primavera del Bologna a causa di un brutto infortunio al ginocchio. Pazienza, non era destino evidentemente. Laureato in legge nel 2001, la prima panchina è quella della Zeta Sport, società dilettantistica romana, con la quale al primo anno fa subito festa, vincendo il titolo provinciale. Passano solamente dodici mesi ed ecco la chiamata di una delle squadre dilettantistiche più forti della capitale, la Romulea, con la quale porta a casa (sempre al primo tentativo) un campionato regionale ed uno italiano nella stessa stagione. Nel 2003 passa al settore giovanile del Crotone (in quell'anno Gasperini è il tecnico della prima squadra) e dopo due anni la chiamata più importante: quella della Roma. Bruno Conti stravede per lui e gli affida le chiavi d'apprima degli esordienti, poi dei giovanissimi (regionali e nazionali) ed infine degli allievi. Una vera e propria scalata vertiginosa e senza sosta. Con i giallorossi fa il pieno di trofei: un campionato italiano giovanissimi, uno allievi ed un Torneo Arco di Trento. Da qui la voglia di stupire ancora e misurarsi con i ragazzi più grandi, quelli in orbita della prima squadra. Storia di appena 9 mesi fa': a Trigoria il tecnico della squadra Primavera è Alberto De Rossi, un signor allenatore che recentemente ha conquistato scudetto e Coppa Italia con i suoi ragazzi. Difficile sostituire uno così. Nel frattempo Moratti è alla ricerca di un sostituto del tecnico Fulvio Pea, appena passato ad allenare il Sassuolo, in Serie B. Da qui la decisione di chiamare Stramaccioni ed affidargli le chiavi della Primavera nerazzurra. Il successo anche qui è imminente, e la flessibilità tattica della sua squadra è impressionante. Eliminato agli ottavi nel Torneo di Viareggio, la sua Inter ha la possibilità di rifarsi subito, nella cosiddetta Champions League giovanile, la Next Generation Series, alla quale partecipano le squadre più blasonate d'Europa. Nella domenica in cui si gioca Juventus-Inter, la Primavera nerazzurra trionfa nella finale del torneo europeo sull'Ajax, davanti agli occhi di un finalmente soddisfatto Massimo Moratti. Il giorno dopo il patròn nerazzurro lo promuove in prima squadra e per l'ex tecnico giallorosso si aprono le porte del paradiso.