Mirko Graziani - Il ventennio dolce
Daniele Petroselli - Comunicando nel Basket, la diretta
Giovanni Benigno - Il basket e i media si incontrano a Frascati
Valentina Vercillo - I migliori anni della nostra Virtus
Robert Brumarescu - "I media siamo noi. L'inizio dell'era biomediatica"
Mirko Graziani - Ardita San Paolo: il calcio al popolo del calcio
E' un Daniele De Rossi sempre lucido e mai banale quello che in conferenza stampa ha parlato dell'Italia, del suo gruppo e dei prossimi appuntamenti.
Per il centrocampista della Roma un Europeo finora davvero positivo: partito come difensore, con l'Irlanda è tornato nella mediana, ricevendo comunque gli elogi del ct Prandelli, che lo ha definito giocatore "universale" e degli addetti ai lavori italiani ed esteri. Ora i quarti per l'Italia che tanto ha faticato in questa prima fase. Di fronte un'Inghilterra temibile e che Oltremanica danno già per vincente. E dalla parte loro domenica ci sarà anche il pubblico: "Non si possono fare appelli ai nostri tifosi. Chi può permettersi in questo periodo di venire e di fare una trasferta del genere? L'Italia vive un periodo delicato dal punto di vista economico,e questo incide sulla presenza allo stadio. L'Inghilterra? L'ho vista poco ma non c'è bisogno di guardarla. Grandi giocatori, poi Gerrard è sempre stato il mio idolo, da sempre. E' uno che rimane sulla cresta dell'onda da anni. Anche sugli esterni e in attacco sono molto forti. Hanno un'impronta italiana, con l'allenatore che ha lavorato in Italia. Quindi non saranno sprovveduti in difesa. Una squadra forte". E poi ne momenti duri l'Italia sa uscire fuori: "Non è questione di stimoli particolari. Siamo gruppi di grandi professionisti, grandi persone e grandi calciatori che in questo momento si uniscono di più. E' una questione di Dna anche degli italiani un popolo che nelle difficoltà si esaltano".
Una partita speciale, se ricollegata poi ai colori giallorossi, che con le squadre inglese non è stata mai molto fortunata: "C'ho pensato, al fatto che non sono mai stato fortunato contro le inglesi. Mi affascina il fatto di giocare per la prima volta contro l'Inghilterra. La ferita di Roma-Liverpool non verrà mai rimarginata da nessuna Italia-Inghilterra".
Ovvio poi un commento sul suo compagno di nazionale Mario Balotelli: "A volte può essere più o meno felice e partecipe, ma questo succede a tutti. Chi sta in panchina ha sempre meno entusiasmo di chi gioca. E' normale che sia così. Lui lo vedo molto tranquillo. Intervenire? No, c'è un allenatore che interverrà qualora ci fosse il bisogno. Io non sono qui per intervenire ma per provare a vincere l'Europeo. Mario comincia a diventare grandicello, deve prendersi le sue responsabilità. Io al posto suo vorrei essere trattato come gli altri, sentirmi parte di un gruppo. Non vorrei avere un trattamento di riguardo. All'età sua feci il mondiale e nessuno ebbe un occhio di riguardo quando ho dato quella gomitata. Sono cose che ti formano e ti rinforzano".
Sugli elogi fatti da Prandelli a lui: "Le parole del mister mi hanno fatto piacere. Evidenziano stima e fiducia. La fiducia l'ha dimostrata semplicemente mettendomi in difesa nelle prime due partite. Il fatto di svariare, muovermi, interpretare in maniera più svariata il ruolo che lui mi dà mi piace. Poi in questo Europeo mi sento abbastanza bene. Gerrard ad esempio è l'emblema del giocatore universale: difende, sta a centrocampo, si fa trovare in attacco. Mi piacerebbe un giorno completare il mio modo di giocare come lui. Mi inorgoglisce il fatto che un allenatore mi da fiducia in vari ruoli. E' una cosa della quale vado fiero. Non sono un fenomeno, ma un giocatore completo".
Inevitabile poi non parlare della Roma. A partire dal nuovo tecnico, Zdenek Zeman: "L'ho sentito pochi giorni fa per la prima volta. Abbiamo parlato poco, 5 minuti. Non lo conosco personalmente, non ci ho mai lavorato. Faccio gli auguri a Vincenzo, lo reputo un grande allenatore. Zeman mi incuriosisce, è una scelta che ha già portato molto entusiasmo a Roma, ha contribuito al discorso degli allenamenti. Ha riacceso la passione che si era un po' addormentata. Sarà interessante conoscersi a vicenda, ho sentito parlare molto di lui, come lui avrà sentito parlare di me dalle persone che lo conosco. Sono un professionista, credo che lui ami i professionisti. Sul discorso tattico non commento, lui è l'allenatore e deciderà se farmi giocare in porta o in attacco". E sul mercato giallorosso non si sbilancia: "C'è tempo, il mercato non chiude domani. Adesso ho una manifestazione che mi interessa molto e voglio pensare a questa, con un occhio e un orecchio sempre puntato a Roma, al mercato e alle vicende societarie. Nonostante sia qui, Roma è sempre nella mia testa. Aspettiamo fiduciosi e speriamo bene. Non è che devo commentare ogni acquisto o mancato acquisto come un opinionista. Quello che ho detto dopo Cesena lo penso ancora".
Infine una chiusura sul suo futuro ruolo: "Domande? Certo che me le faccio, soprattutto in campionato. Io non gioco in un ruolo che non è mio solo perchè davanti c'è uno dei giocatori più forti al mondo degli ultimi anni. Io lo faccio con piacere, perchè è un piacere giocare con Pirlo in quel ruolo e credo che debbea essere un compito di qualsiasi giocatore. Nella difesa a tre mi sono trovato bene da difensore, ma il ruolo dove mi trovo meglio e eche amo di più è quello davanti alla difesa".