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30-06-2009 - Ore 16:51 // Approfondimenti

Cento di questi Rossi


Con la vittoria ottenuta sul TT di Assen, Valentino Rossi entra a testa china nella scia di Giacomo Agostini, la più grande leggenda del motociclismo di tutti i tempi. Nessun altro tracciato, forse, poteva fornire una cornice più adatta di quella offerta dall'Università del Motociclismo, uno dei circuiti più affascinanti nella storia di questo sport, nonostante sia stato stravolto da non poche modifiche nel corso degli anni. Ora sono cento le vittorie di Valentino, ventitré in meno di quelle ottenute da Giacomo Agostini. Ventitré passi per sedersi sul trono dell'Olimpo a due ruote. Un percorso più tortuoso del Cavatappi di Laguna Seca, quello compiuto fin qui dal Dottore, fatto di record disintegrati a colpi di cuore, testa, piedini fuori dalla carena e manico - quello sì - da vendere. D'altra parte non si diventa per caso otto volte campioni del mondo annichilendo sistematicamente l'avversario di turno.  Biaggi, Gibernau, Hayden, Stoner, Lorenzo sono solo alcuni dei piloti che nell'ultimo decennio si sono alternati nell'ingrato ruolo di antagonisti, uscendo quasi sempre con le ossa rotte. Si è salvato Hayden nel 2006, anno in cui divenne Campione del Mondo con due sole vittorie all'attivo (Assen e Laguna Seca) e con un Rossi dalla scarogna degna di un rituale voodoo, costretto a ritirarsi a Shanghai, Le Mans e Laguna Seca per via di guasti tecnici. Così come ne è uscito indenne Stoner, che stravinse nel 2007 con una Ducati praticamente perfetta e una guida che lo designò come unico vero talento in grado di contrastare Rossi, il quale si vendicò l'anno dopo infliggendo al "canguro mannaro" la sconfitta più cocente della sua carriera a Laguna Seca, in un turbinio di sorpassi e staccate indiavolate che rimarrà per sempre tra le pagine più entusiasmanti del motociclismo. Ora il motomondiale si trova in un punto focale. La crisi cronica della Honda, che non manda un pilota sul gradino più alto del podio dal 30 marzo 2008 (vittoria di Pedrosa nel GP di Spagna); il ridimensionamento di Lorenzo dopo la lezione di fisica ricevuta da Rossi a Montmelò; il misterioso malessere di Stoner, che dopo la vittoria al Mugello ha cominciato ad accusare sospetti conati di vomito che ne hanno limitato notevolmente il passo in gara, lasciano Rossi in testa a un mondiale che, seppur combattuto nella classifica - tre piloti raccolti in soli nove punti -, sembra non proporre rivali realmente in grado di contrastare la supremazia tecnica del Dottore. La prossima settimana si andrà a Laguna Seca, un circuito su cui Stoner potrebbe riscattare il brutto colpo subìto lo scorso anno e porre fine, così, a un momento nero, per lui e per lo spettacolo che di lui ha tanto bisogno. "Altre cento di queste vittorie", augurano i tifosi di Rossi al proprio beniamino. Ma è plausibile immaginare che gli appassionati del motociclismo nella sua accezione più nobile, nella moria totale di antagonisti veri, preferiscano auspicarsi altri cento di questi Rossi.    
Fabrizio Battisti



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