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Da più parti si dice che ormai Ciro Ferrara sia un "dead man walking", parafrasando il bel film con Susan Sarandon e Sean Penn. Un allenatore ormai senza panchina. La dirigenza avrebbe deciso di sostituirlo comunque, a prescindere da come andrà domani sera contro l'Inter a Milano nel quarto di finale di Coppa Italia.
Se dall'ambiente bianconero i segnali che arrivano in tal senso sono numerosi, Ferrara dice di non aver avuto nessun colloquio in merito alla questione con la dirigenza. Anzi, i segnali intercettati da Ferrara sono di segno opposto: "Non ho ricevuto alcuna comunicazione da parte della società. Se mi sarà comunicato qualcosa ne prenderò atto. Intanto mi comporto con serietà e rispetto verso una società a cui ho dato molto e dalla quale ho ricevuto tantissimo. L'idea di abbandonare non mi è mai passata per la testa. Per una questione di rispetto verso la società e verso la mia coscienza. Ogni scelta l'ho fatta con coscienza, sempre. La mattina posso guardarmi allo specchio e andare avanti. I risultati non mi danno ragione ma non ho dato le dimissioni anche per un altro motivo. Se mi fossi reso conto di avere la squadra e la società contro, ci avrei anche pensato."
Normale che la conferenza stampa verta soprattutto sulla situazione che lo riguarda da vicino, con una crisi conclamata da una parte ed una dirigenza che non sembra venirne a capo, ancor prima dell'allenatore, dall'altra. Ciro però si schiera in difesa della società, dopo averlo fatto in campo per anni: "Non ho ricevuto o chiesto chiarimenti, sono pagato per fare il mio lavoro. Se qualcuno mi dirà qualcosa lo accetterò senza problemi. Questo non vorrebbe dire avere la società contro, neanche se decidesse di sostituirmi. Non mi fate dire cose contro la Juve, non lo farò mai. Sono qui dal ‘94 e non me la prendo con la società che mi ha reso più famoso. Nessuno sta sfruttando il mio lavoro, mi pagano per farlo. Conosco bene la dirigenza e non credo che nessuno abbia in mente di comportarsi con cattiveria nei miei confronti. E' mio dovere invertire la rotta e migliorare la situazione. Non ci sono riuscito fino ad ora, ma non è una vergogna."
Sulla crisi che avvolge la squadra Ferrara non dice molto e non accampa scuse: "I motivi della crisi? Potrebbero essere tanti e ci potrebbero essere anche tanti alibi, ma non li voglio. Dobbiamo uscire da questa situazione ed è un'esperienza molto utile per il mio futuro. Gli infortunati? Ce ne sono stati tanti l'anno scorso e quest'anno ce ne sono stati altrettanti. Come sento in giro anche le altre squadre stanno subendo la stessa sorte. Gli infortunati della Juve sta diventando una barzelletta, ma noi non siamo gli unici ad infortunarsi. Dobbiamo distinguere tra infortuni muscolari e quelli che sono traumi e contusioni che sono scontri di gioco. In quel caso non possiamo parlare di preparazione. "
Due parole sull'Inter e su Mourinho che in qualche modo lo ha difeso: "Andiamo a Milano cercando di giocarcela con le nostre qualità, cercando di vincere. Se il risultato di domani influirà sul mio futuro? Da quello che dite voi no. Non me ne preoccupo, penso solo a passare il turno. Ringrazio Mourinho per avermi definito un eroe, non credo che un allenatore possa considerarsi tale, forse si riferiva a Ferrara - Rocky".
Tra i convocati di domani compare anche un nome illustre, quello di Filippo Boniperti, nipote del grande Giampiero; Ferrara ha deciso di aggregarlo alla squadra viste le carenze in rosa: "E' abituato a portare questo cognome importante, per lui è la prima volta in prima squadra, si è allenato con noi ogni tanto. Un pizzico di emozione può esserci. Si sta mettendo in mostra tra gli attaccanti."