Napoli, ecco il "Principito" Sosa
Conferenza stampa di presentazione dell'ultimo acquisto partenopeo: "Sono felicissimo di essere a Napoli, questa è l'occasione della mia vita"
Ranieri: "Quest'anno ci sarà da lottare"
L'allenatore giallorosso, visibilmente poco disteso, ha voluto riportare tutti con i piedi per terra: "Obbiettivo Europa League e poi Champions. Se sbagliano altri ci saremo"
Costa e la Dorna mentirono su Tomizawa
Il responsabile della clinica mobile e la società organizzatrice del motomondiale smentiti dall'autopsia: Shoya non morì come dichiarato in ospedale alle 14.19, bensì in ambulanza, ben prima di raggiungere il "Ceccarelli"
Portogallo: esonerato il ct Queiroz
Il presidente della Federcalcio portoghese, Gilbero Madall, ha reso nota oggi la rescissione del contratto con il tecnico della Nazionale lusitana, per motivi disciplinari e per i deludenti risultati ottenuti di recente dalla squadra
Ultimi commenti
01-02-2010 - Ore 15:51 // Approfondimenti
100 volte Rooney
Ieri contro l'Arsenal, Wazza è arrivato a tre cifre in Premier League. Giocatore universale, uno dei pochi capaci di far reparto da solo. Polmoni da mediano e piede da esteta
GLORY UNITED Rooney, 24 anni, dall'estate 2004 al Manchester
Uno scatto imperioso, dalla propria tre quarti al cuore dell'area avversaria, un'apertura banale d'essenziale perfezione, un colpo preciso all'angolino basso dopo ottanta metri di corsa. Il centesimo gol in Premier di Wayne Rooney non ha la bellezza stilistica di una rete di Messi, né l'arroganza fisica delle cavalcate di Cristiano Ronaldo, ma spiega molte cose. Spiega perché un ragazzotto di 24 anni, dal fisico tarchiato e poco appariscente, è ad oggi il miglior giocatore del campionato inglese e il più grande talento espresso in Inghilterra dai tempi di Glenn Hoddle. Capocannoniere stagionale di Premier, Rooney è anche il miglior terzino sinistro e il più efficace operaio del centrocampo dello United. Ovunque c'è da recuperare un pallone, lui c'è. Sarà il sangue irlandese che li scorre nelle vene, sarà la grinta della Merseyside dove è nato, sarà che nel calcio di oggi, dove basta una giocata di tacco, un dribbling ubriacante per diventare delle star, Rooney ci riporta al nocciolo della questione. Il calcio è l'estetica dell'essenziale con un tocco di genialità. Rooney è tutto questo. Nato a Croxter, sobborgo di Liverpool, il 24 ottobre 1985, Rooney esordisce con la maglia dell'Everton (di cui è tifoso accanito) nell'agosto 2002 contro il Tottenham. Cinque giorni prima del suo diciassettesimo compleanno, realizza contro l'Arsenal la sua prima rete in Premier. Un record di precocità che sarà poi battuto da Milner e Vaughan. È la prima gemma di una collana che, con l'Everton, sarà arricchita da altre 16 reti (considerando tutte le competizioni). Nell'estate del 2004 la consacrazione internazionale, a soli diciotto anni, arriva con l'Europeo in Portogallo. Incanta per personalità e classe, realizza due reti alla Svizzera prima di infortunarsi nel quarto di finale contro i padroni di casa. Titolare anche al mondiale 2006, con la maglia dell'Inghilterra Rooney ha collezionato fino ad ora 57 presenze e 25 reti. All'indomani di Euro 2004 passa al Manchester United. Sir Alex Ferguson lo inserisce con continuità nell'undici iniziale, smussa i difetti di gioventù (momenti di assenza dal gioco), e contribuisce in modo determinante alla crescita di Rooney. In sei stagioni, compresa quella in corso, ad Old Trafford, Wazza (contrazione del suo nome con quello di Gascoigne) colleziona 180 presenze e 85 gol in campionato. Vince tutto: 3 titoli di Premier, 1 Champions League, 1 Campionato del mondo per Club, 1 Community Shield, 1 League Cup. Una bacheca ricchissima ma che non ci fa capire la differenza tra Rooney e il resto del mondo. A meno che non arrivi il titolo mondiale in estate, difficile che Rooney possa mai diventare Pallone d'Oro. Poco glamour, il ragazzo di Liverpool, rispetto a più patinati e celebrati giocatori. Ma questo è irrilevante. Come è irrilevante il fatto che le 136 reti in carriera, su 346 partite, un bottino in ogni caso ottimo, non fanno ben capire l'unicità di un giocatore come Rooney. Il suo "calcio totale" fatto di corsa, agonismo mai scorretto e classe sopraffina, ci ricorda quanto abbaglianti ma inutili sono gli effetti speciali di molti, troppi, funamboli e giocolieri del calcio moderno. Giocatore capace di far reparto da solo, prima punta, attaccante arretrato, ala. All'occorenza esterno di centrocampo, lo puoi veder pressare gli avanti avversari fino alla bandierina del calcio d'angolo. Esattamente come i più grandi, quelli veri non i "falsi dei" del pallone, un video su youtube non serve a niente. Per capire Wayne Rooney lo devi vedere in partita. A giugno, Fabio Capello avrà a disposizione un campione di livello assoluto; noi potremmo gioire ancora per molti anni rifacendoci gli occhi. Wayne Rooney, ovvero tutto il resto è solo "Hollywood pallonaro", qui parliamo di Calcio.