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Ci siamo. Dopo un novembre ricco di test match domani parte il Sei Nazioni 2010. Un'edizione di passaggio, visto che tra poco più di sei mesi partirà la lunga marcia verso la Coppa del mondo del 2011 ma non per questo meno importante. Tante le novità in molte nazionali, tutte molto competitive, anche se la vittoria finale sembra essere, almeno sulla carta, una lotta a due tra Francia e Irlanda. ma analizziamo bene tutte e sei le nazionali che si sfideranno nel più antico e affascinante torneo della palla ovale al mondo.
IRLANDA
Campioni in carica, campioni della Celtic League con il Munster e campioni d'Europa con il Leinster. Il 2009 dell'Irlanda è stato praticamente perfetto, merito di una struttura federale capace, dopo anni di sofferenze e soli 22mila tesserati seniores, di creare una modello di sviluppo incredibile che ha portato I Verdi ad essere la quarta potenza mondiale. Con l'arrivo poi in panchina dallo scorso anno dell'ex Munster Declan Kidney, L'Irlanda ha trovato la quadratura del cerchio. Il tecnico è riuscito a creare quel giusto mix tra giovani e campioni affermati che ha permesso alla squadra di fare quel salto di qualità che ci si aspettava da questo gruppo. Ma ripetere il Grande Slam di un anno fa sarà un'impresa ardua, ma rimangono comunque tra i favoriti. Tutto sarà più chiaro il 13 febbraio, quando O'Driscoll e compagni affronteranno a Parigi l'armata francese, l'altra vera contendente alla vittoria finale. Un Brian O'Driscoll rinato dopo stagioni opache e capace di trascinare la sua squadra in successi insperati, anche a livello di club. Una bella favola che vuole continuare, come desiderano anche I tanti irlandesi che lo scorso anno accolsero I Verdi a Dublino per festeggiare la vittoria del torneo. Oltre a lui, tanti i talenti in squadra, a partire da O'Gara, O'Connel, O'Gara, Horan, Hayes. Ma occhio a giovani come Jonathan Sexton, esploso la scorsa stagione e capace di un efficace gioco alla mano, senza dimenticare che ha un piede davvero preciso (I London Irish lo sanno molto bene, visto che un suo drop allo scadere li ha eliminati dall'Heineken Cup). Da guardare con attenzione poi il pilone Healy e Luke Fitzgerald, grande protagonista della scorsa stagione.
FRANCIA
Estrosa, giovane, talentuosa, con una mischia forte e tanta qualità nei trequarti. Questa è la Francia che contenderà il titolo ai verdi d'Irlanda. L'obiettivo vero è il Mondiale 2011 in casa degli All Blacks, ma per vedere la bontà del progetto dei francesi si dovrà guardare cosa si combinerà anche quest'anno. Domenica subito un impegno toso, contro una Scozia in ascesa e capace di mettere in difficoltà chiunque, come visto durante i test invernali. Poi come abbiamo già visto, il 13 febbraio sarà il giorno della verità. Ma in caso di vittoria, per i galletti poi altro impegno difficile con il Galles. E lì sì che si avranno le idee più chiare. Una Francia veramente forte, ma l'osservato speciale di questo Sei Nazioni sarà Mathieu Bastreaud, il centro/ala dello Stade Français, ritornato in nazionale dopo lo scandalo che lo aveva coinvolto l'estate scorsa. Un'aggressione inventata da parte di tifosi neozelandesi, lo portò fuori dalla nazionale e poi sull'orlo del suicidio. Ora però deve dimostrare di essere tornato. Questo torneo sarà la sua occasione di redenzione. Ma sarà anche il torneo che dovrà chiarire nella mente di Lievremont quali sono le gerarchie in mediana. Con la squalifica di Dupuy, occhi puntati su Trinh-Duc, ventitreenne dalle grandi potenzialità ma ancora poco convincente con i bleus. Sì, perché alle sue spalle scalpitano Boyet ed Estebanez, quest'ultimo tra i preferiti del ct. Ma Lievremont proverà soprattutto a puntare sull'esperienza di Poitrenaud e Rougerie, ma in generale di un gruppo che deve riscattare un'annata troppo altalenante. C'è però da scommettere che saranno loro a dare filo da torcere all'Irlanda.
GALLES
Dopo due anni di trionfi, con un futuro in cui nulla sembrava impossibile, ecco il solito stop della squadra di Gatland. Solito perché il Galles è capace di cose straordinarie ma anche di cali di concentrazione fatali. Nei test invernali tutto questo è stato confermato. Ha tenuto testa agli All Blacks, ha demolito i Pumas, ma ha sofferto più del dovuto contro Australia e Samoa. E che il momento non sia dei migliori lo dimostra anche l'Heineken Cup, dove solo gli Ospreys (che danno ben 14 giocatori a questa nazionale, mentre gli altri vengono dal Cardiff) sono riusciti a superare il barrage. Ora però c'è da rimettersi in carreggiata, perché il Mondiale è vicino e c'è bisogno di un grande risultato per pensare con più ottimismo al futuro. E tutto è davvero possibile, viste le qualità del gruppo dei Dragoni: mischia possente capitanata da Adam Jones, mediana e trequarti piena di grandi talenti, a partire da Shane Williams e poi Tom Shanklin sempre protagonista. Molti gli emergenti come il diciassettenne Tom Prydie e il mediano d'apertura Dan Biggar, ventenne degli Ospreys che, visti gli infortuni, potrebbe vestire da subito la maglia numero 9. E chissà che non possa esplodere e guadagnarsi subito un posto da titolare. Il tutto condito da grandi ritorni come quelli di Lee Byrne e Halfpenny. Il palcoscenico di Twickenham dirà subito che torneo sarà per i Dragoni. E sapremo se il gioco spettacolare di Gatland tornerà ad avere la meglio.
SCOZIA
Il punto interrogativo del torneo. Ma per molti sarà la vera sorpresa di questo Sei Nazioni. Da sempre in lotta con l'Italia per la conquista del poco ambito cucchiaio di legno, la Scozia quest'anno però sembra giunta a maturazione. Dopo il necessario l'addio di Frank Hadden la scorsa stagione, Andy Robinson sembra aver dato un'impronta diversa a questa squadra: pur sempre poco spettacolare e in difficoltà quando si tratta di andare in meta, ecco che il vero punto di forza della nuova squadra degli Highlander sembra essere la mischia, perfettamente istruita da un azzurro doc come Massimo Cuttitta. Dunque meno talenti e qualità rispetto agli avversari, ma con una consistenza difensiva che potrebbe fare la differenza in più di una occasione in questo torneo. E che la squadra sia in un momento di forma lo dimostrano i successi di Edimburgo e Glasgow in Celtic League, ma anche la vittoria con i Wallabies a novembre dopo ben 28 anni di astinenza. Da risolvere ancora chi sarà l'apertura, visto che il ritorno di Parks non convince ancora, come non convince la piccola stella Jackson. Da controllare il ventenne seconda linea Richie Gray. Certo che sarà un inizio di torneo in cui i cardi dovranno stringere i denti, visti i tanti infortuni (soprattutto tra gli avanti). Ma questo gruppo, con i rientri di Blair, McLeod, Strokosch, Rory Lamont e White sarà sicuramente la vera mina vagante di questa edizione.
INGHILTERRA
I bookmakers puntano ancora su questa squadra, ma la verità è che si tratta di un gruppo in pieno ricambio e con molti punti interrogativi. E lo è dall'inizio della gestione di Martin Johnson. Tanti periodi di alti e bassi (come confermato nei test di novembre) e un progetto ancor non del tutto chiaro fanno sì che anche per questa edizione la nazionale inglese sia solo un'outsider ma non una vera protagonista. Colpito da molti infortuni, il tecnico ha dovuto adattarsi al momento, trovare soluzioni alternative, spesso non le migliori o le più adatte alle caratteristiche dei suoi giocatori. Un gruppo che dovrà puntare molto sull'orgoglio e sul talento immenso di Wilkinson, che sta attraversando un ottimo periodo di forma. Ma non deve girare solo lui ma tutta la squadra. La mischia va risollevata, mentre sarà da risolvere al più presto la sterilità in attacco mostrata nelle ultime uscite. E poi i tanti infortuni (vedi Sheridan e Payne tra i tanti) renderanno questo inizio di torneo ancora più difficoltoso. Tanti i giovani ancora acerbi, come Hartley, Mullan e Cole, che nel primo incontro con il Galles se la vedranno veramente brutta contro dei grandi campioni. Il rischio è di bruciarli subito. Chi dovrà dimostrare ancora il suo valore è Delon Armitage, che torna dopo un'annata piena di infortuni ma che avrà l'arduo compito di confermare quanto di buono fatto vedere nel torneo scorso. Potrà essere lui la vera arma in più dei Bianchi? Il futuro ce lo dirà.
ITALIA
E gli azzurri? Una cosa è certa: al peggio non c'è mai fine, ma per questa volta forse questo detto potrebbe non essere vero. O almeno per questa stagione. Sì, perché il vero problema, più che la squadra, è il movimento. La comica della vicenda Celtic league rischia seriamente di far crollare un intero movimento. Un discorso lungo quello da fare sul movimento della palla ovale nostrana che preoccupa tanti nazionali. Perché i ricambi mancano e le "speranze" che hanno esordito negli ultimi anni sono solo tre (Ghiraldini, Zanni e Tebaldi). Un po' poco per guardare con fiducia al futuro. Alcuni giovani di belle speranze ci saranno in questo Sei Nazioni, vedi Favaro, Cittadini e Bocchino, ma quanto spazio potranno ritagliarsi? Un vero campanello d'allarme per un gruppo che ai mondiali avrà una media di 28 anni. Insomma, c'è da correre ai ripari ma mancano dei veri progetti. Domani con l'Irlanda sapremo che torneo sarà per noi. L'obiettivo è fare meglio del disastroso 2009. La mancanza di Parisse si farà sentire, ma saranno tanti i problemi da risolvere per Mallett. Innanzitutto le touche, vero tallone di Achille delle ultime edizioni, oltre ad un gioco alla mano lento e macchinoso che non può competere con quello delle altre squadre. Il tutto poi condito dalla mancanza cronica di mete e di un vero numero dieci. Dopo Dominguez il vuoto e ora il ct dovrà affidarsi a Gower e Mirco Bergamasco, già visti all'opera durante i test novembrini. Insomma, tanti i punti interrogativi e la buona volontà potrebbe non bastare per evitare l'ennesimo cucchiaio di legno. "Che la mischia ci salvi", si potrebbe titolare. Sì, perché questo sarà il nostro punto forte. Forse l'unico di questa nazionale, in attesa che un nuovo Messia salvi questo movimento.