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19-02-2010 - Ore 12:40 // Approfondimenti

Old Trafford, un secolo di sogni

Inaugurato il 19 febbraio 1910, lo stadio-casa del Manchester United compie oggi cento anni. Volti e Storie dell'impianto che Bobby Charlton ha definito "Theatre of Dreams"
SOUTH STAND Manchester United-Arsenal del marzo 2007
Il prato del Manchester United è un giardino su cui s'intrecciano volti e storie che dall'era post industriale ci portano a quella post-televisiva. Le tribune che lo abbracciano compiono oggi cento anni. Un viaggio che attraversa la storia del calcio inglese, dai pionieri d'inizio novecento alle superstar dei nostri tempi. L'Old Trafford sorge nella periferia di Manchester, uno dei centri nevralgici della rivoluzione industriale del diciannovesimo secolo. Frederich Engels prendendola ad esempio per scrivere il celebre "Condizione della classe operaia in Inghilterra nel 1844", raccontò contraddizioni, miserie e nobiltà di una provincia del "Grande Impero". Un secolo dopo i bombardamenti della Luftwaffe fecero poche distinzioni di classe, risparmiando il Maine Road, gloriosa casa del Manchester City, squadra amata per lo più dal ceto proletario, e distruggendo buona parte dell'Old Trafford, casa dei rivali cittadini dello United. La nobiltà calcistica di Manchester. La distinzione di classe è andata via via estinguendosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, ancora forte lo è all'inizio del novecento. È il 1909 quando John Henry Davies, presidente del Manchester United, decide che il Bank Street non è adatto ad ospitare una squadra da poco vincitrice del suo primo campionato. Davies non bada a spese, compra un terreno adiacente il canale Bridgewater, accanto alla stazione ferroviaria di Trafford, nel sobborgo omonimo, ed incarica l'architetto scozzese Archibald Leitch per la progettazione del nuovo stadio. Letich è un innovatore, negli anni progetterà interamente o in parte gli impianti di Stamford Bridge, Celtic Park, Craven Cottage, Villa Park ed altri. Cattedrali ancor oggi riconosciute e affollatissime. L'idea iniziale prevede una capacità di 100.000 spettatori, ridotta infine a 80.000 per gli elevati costi, 90.000 sterline rispetto alle 60.000 preventivate. L'inaugurazione avviene il 19 febbraio del 1910, ospite il Liverpool, storico rivale sportivo e culturale dello United. Il Manchester perde 4-3 e probabilmente è questa la vittoria più prestigiosa dei Reds ad Old Trafford in cento anni. La storia è cominciata. È un calcio eroico e in bianco e nero, quello che si gioca al tempo. Il capitano di quel Manchester è Charlie Roberts, morirà a soli 56 anni per un tumore. Un anno dopo il nuovo stadio ospita il replay della finale di FA Cup tra Bradford City e Newcaslte United. Il primo incontro internazionale si tiene il 17 aprile 1926, la Scozia batte l'Inghilterra per 1-0 di fronte a 49.429 spettatori. Ben lontano è quindi il record di presenze ante-guerra, 76.962 persone per la semifinale di FA Cup il 25 marzo 1939. La Seconda Guerra Mondiale è alle porte, lo stadio è requisito dall'esercito per farne un deposito militare. La notte del 8 marzo 1941 un raid tedesco lo devasta. I danni verranno poi coperti da una concessione governativa, 22.000 sterline di allora. L'Old Trafford riapre il 24 agosto 1949. Il piano di ristrutturazione prevede una copertura generale delle tribune, 40.000 sterline per l'illuminazione. Ancora più massiccio è l'intervento prima del mondiale del 1966, ospitato dall'Inghilterra. Rimozione dei pilastri che sorreggono il tetto, ampliamento di 20.000 posti e un box privato, il primo in campo britannico. Sono i sixteen, anni di cambiamenti nella società civile. L'entrata della televisione, come mezzo principale di diffusione del fenomeno calcio impone miti nuovi. George Best e Bobby Charlton sono i nuovi eroi di Manchester. Nasce il mito dello United, e dell'Old Trafford. Bobby Charlton lo definirà Theatre of Dreams, teatro dei sogni. Cosi appare in televisione, cosi è visto dai tifosi dal campo. Gli interventi nel decennio successivo sono tutti improntati a renderlo una vera e propria arena, un catino che contenga il rumore del tifo, quasi un avvertimento per le squadre avversarie. Fino alla rivoluzione del Rapporto Taylor. Dopo la tragedia di Hillsbrough, il governo obbliga la conversione a tutti i posti a sedere degli impianti inglesi. Una rivoluzione tecnica (i posti in piedi rappresentano più della metà della capacità totale) e culturale che costa 10 milioni di sterline. La capacità è ridotta a 44.000. La rinascita dello United, all'inizio degli anni novanta, produce una continua serie d'interventi fino all'ultimo del 2009, che ha portato l'Old Trafford all'attuale capienza di 75.957 spettatori. Ora il giardino dello United è un impianto moderno e tecnologico, il suo museo ospita oltre trecentomila visitatori l'anno, bar, ristoranti accolgono tifosi che vengono da tutta Europa per assistere ogni due sabati ad una partita dello United. Si è persa la magia di uno stadio inglese con i posti in piedi, e il calore maschio che soffia sul collo, è aumentata la copertura televisiva e la sicurezza. L'Old Trafford, con i suoi cento anni di storia attraversa rivoluzioni tecniche e sociali, da stadio di una nascente e florida società calcistica del nord è diventato oggi la cattedrale laica di un mito moderno, quello del Manchester United. La statua di Sir Matt Busby, che si affaccia sul piazzale dell'East Stand, osserva il tutto. Dai Busby Babes che calpestavano il giardino negli anni sessanta, a Cantona e Beckham fino a Wayne Rooney, il Theatre of Dreams ha sempre fatto sentire il peso della sua storia. Cosi sarà per i prossimi cento anni.

Alexander Di Cresce



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