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04-05-2010 - Ore 20:55 // Approfondimenti

Giro d'Italia: Cadel Evans contro tutti

Sabato parte l'edizione numero 93 della Corsa Rosa, sempre più all'insegna del no al doping. Ventidue squadre, con il campione del mondo tra i favoriti. Assenti Armstrong e Contador, ecco gli altri big

Non sarà il Giro dei grandi nomi, ma l'edizione 93 della Corsa Rosa avrà pur sempre i suoi protagonisti. Sabato da Amsterdam comincia la lunga lotta tra i corridori. Tanti gli italiani, poche le stelle internazionali. Mancheranno i due grandi rivali Armstrong e Contador, che punteranno tutto sul Tour de France, come anche il vincitore dello scorso anno Denis Menchov. Ecco però spuntare Cadel Evans, australiano campione del mondo lo scorso anno sulle strade di Mendrisio e alla ricerca della prima affermazione in una grande corsa a tappe. E pensare che aveva cominciato nelle mountain bike, divenendone anche due volte campione del mondo. Poi l'amore con le corse in linea, dove ha mostrato a tutti il suo talento puro. Dopo due podi al Tour (secondo nel 2007 e 2008) e uno alla Vuelta (2009), ora Evans spera di riuscire nel grande colpo al Giro, anche se il suo esordio (che corrisponde poi alla sua ultima partecipazione) nel 2002 gli frutto' "solo" il quattordicesimo posto. E sarà lui a vestire il dorsale numero 1, visto il forfait del vincitore dello scorso anno. 

Ventidue le squadre che saranno al via della corsa, 198 i corridori. E tra questi i più attesi sono sicuramente Vinokourov e Carlos Sastre. Il primo, dopo la squalifica nel 2007 per doping, ha riscoperto il piacere di correre in bici e soffrire per ottenere risultati importanti. Quest'anno poi ha già vinto il Giro del Trentino e la Liegi-Bastogne-Liegi. Il secondo invece, tre podi alla Vuelta e due al Tour (ha trionfato nel 2008), vuole cercare di migliorare il quarto posto dello scorso anno.

E gli italiani? orfani di Di Luca e da ieri anche di Pellizotti, alle prese entrambi con problemi (veri o presunti) di doping, occhi puntati sul vincitore della Tirreno-Adriatico Stefano Garzelli e al suo grande rivale di inizio stagione, Michele Scarponi. Ma come non citare Marzio Bruseghin (da quest'anno alla Caisse d'Epargne), che nelle crono se la vedrà con il talento emergente di Pinotti e la classe di Millar, mentre Petacchi dovrà faticare contro Freire e, in alcune occasioni, anche con l'estro di Pozzato. Menzione particolare anche per due personaggi in cerca d'autore: Damiano Cunego e Ivan Basso. Il capitano della Lampre, vincitore a sorpresa nel 2004, è sempre alle prese con il dilemma corse a tappe-classiche, dal quale però rischia di uscire sconfitto, visti i risultati. Per il big della Liquigas invece la stagione della verità, dopo il rientro dello scorso anno alle corse dopo lo stop forzato per il coinvolgimento nell'ormai tristemente nota Operacion Puerto. Un Giro che sarà l'ultima lunga passerella per un campione che tanto ha dato a questa corsa come Gilberto Simoni, 38 anni e due volte vincitore, alle prese con le gambe che non girano più come una volta ma che saprà senz'altro tirare fuori gli artigli, emozionando ancora i suoi tifosi e la gente che accorrerà sulle strade.

Ma il vero protagonista sarà come sempre il Giro, un evento nazional-popolare capace sempre, nonostante le mille difficoltà, di rinnovare quella passione creata in 100 anni di storia. Un Giro che forse potrebbe essere davvero sempre più all'insegna della lotta la suo male oscuro, il doping. L'obiettivo dichiarato è quello di avere la competizione ciclistica più controllata nella storia dello ciclismo. Molto era già stato fatto nel 2009 con ben 340 esami del sangue, 141 delle urine, un investimento pari a quasi 250mila euro. Ma non è bastato. Ed ecco che quest'anno si punterà a raggiungere quota 520 controlli. Sta di fatto però che questo virus strisciante non potrà mai cancellare la bellezza di questo sport. Un amore che si rinnoverà sabato per la novantatreesima volta e chissà per quanto ancora.

 

LE TAPPE 

Quattro le frazioni a cronometro, ma nessuna puo' definirsi una vera crono: dopo il prologo in Olanda di sabato, infatti, ci sarà la cronosquadre in Piemonte, la cronoscalata di Plan de Corones e la breve crono di chiusura a Verona. Poi tante montagne, concentrate nella seconda metà del Giro. Il primo arrivo in salita sarà al Terminillo, poi come sempre la Alpi (si tornerà sul Monte Grappa) che ci diranno quale sarà il padrone del Giro. E se il 2011 la Corsa Rosa festeggerà i 150 anni dell'Unità d'Italia, anche il 2010 presenterà alcune tappe significative. Tra queste l'omaggio a L'Aquila e all'intero Abruzzo dopo aver affrontato Macerone e Roccaraso per una tappa che sarà la più lunga del Giro. Con le tappe di Cesenatico e Novi Ligure si ricorderanno invece due grandi del nostro ciclismo, Marco Pantani e Fausto Coppi.
Daniele Petroselli



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