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E' tutto pronto a Rotterdam per l'inizio del Tour de France. Dunque sarà ancora l'Olanda a vedere la partenza di un grande Giro (dopo quello d'Italia). La corsa francese è alla sua edizione numero 97 e mai come questa volta si avverte nell'aria la sensazione che sarà una di quelle edizioni da ricordare. I motivi? tanti. Innanzitutto il percorso, creato per rendere omaggio alle prime edizioni della corsa francese. Solo una crono (il penultimo giorno, di 51km, con l'addio a quella a squadre) e ben 23 passaggi in quota, tre in più rispetto allo scorso anno. E se il Giro ha reso omaggio alle classicissime con la tappa di Montepulciano, passando per le celebri strade bianche (tappa ormai entrata nella storia della corsa rosa), anche il Tour non sarà da meno. Alla terza tappa infatti ecco il terribile pavè della Liegi-Bastogne-Liegi, anche se saranno "solo" 13km.
Ma a dare spettacolo saranno i corridori. Tanti i pretendenti, ma tra tutti sembra ancora Alberto Contador il vero favorito. Dove è andato quest'anno ha sempre dominato o quasi. Nel suo ruolino di marcia pre-Tour già Vuelta Algarve, Parigi-Nizza e Vuelta Castilla y Leon. Nell'ultima uscita prima della corsa francese non è sembrato ancora in perfetta condizione ma c'è da credere che se tornerà quello dello scorso anno sarà praticamente imbattibile. A cronometro è tra i migliori e in salita sa fare la differenza. Con lui poi da fidi scudieri ci saranno De La Fuente e Tiralongo, l'italiano fortemente voluto dallo stesso Fenomeno di Madrid. Con lui in squadra anche Vinokourov, che potrebbe essere la vera mina vagante del gruppo. Sarà l'ultimo Tour di Lance Armstrong, che a 38 anni e al secondo anno dopo il suo rientro alle corse vuole cercare di stupire il Mondo. Lui vuole scrivere sulle strade francesi l'ottava sinfonia, quella che lo farebbe diventare il vincitore più "vecchio" di sempre. Bruyneel ha costruito il nuovo Team RadioShack solo per lui. Tanti gli uomini di valore, tra cui Brajkovic, Kloeden e Leipheimer. Il texano si nasconde e da favorito Contador, che invece lo snobba, preferendogli Andy Schleck. Il più giovane dei fratelli lussemburghesi è pronto a stupire dopo il secondo posto dello scorso anno. In salita è alla pari dello spagnolo, ma è da verificare il suo "grande miglioramento" nella crono. Se sarà così allora per il giovane Andy potrebbe essere davvero la volta buona. Non partirà con i favori dei pronostici, ma Cadel Evans è senz'altro uno da non sottovalutare. L'esperienza c'è (due volte secondo nel 2007 e nel 2008), e poi l'australiano, rispetto al Giro d'Italia, potrà contare su una squadra decisamente migliore. Da tenere d'occhio poi Denis Menchov, che dopo il Giro 2009 ora vuole a tutti i costi vincere per la prima volta questa corsa (terzo nel 2008 e quinto nel 2006). La squadra è buona ma a pesare sulla sua candidatura è la condizione fisica, viste le poche gare disputate in questo 2010. E' atteso ad un pronto riscatto dopo un Giro sbiadito Carlos Sastre, vincitore nel 2008 e alla ricerca della forma giusta proprio sulle strade francesi. Pronto a battere la sfortuna è Bradley Wiggins, quarto lo scorso anno ma bersagliato dalla sorte in questa stagione: prima maglia rosa all'ultimo Giro d'Italia, è poi caduto più volte chiudendo solo quarantesimo. Difficile pero' che possa puntare al podio di Parigi. Chi invece sogna di entrare nella storia e Ivan Basso, che dopo il grande successo al Giro punta a fare la doppietta 12 anni dopo Marco Pantani. "Mi sento a metà dell'opera", ha detto il varesino alla presentazione due giorni fa. "Punto alla doppietta, Giro e Tour, per entrare nella storia del ciclismo. Mi sono preparato in montagna con la mia famiglia al fianco perchè mi infonde forza e sicurezza e nel ciclismo la mente è più importante del fisico. E' importante non sentirne la pressione. Bisogna sapersi estraniare da tutto e da tutti e concentrarsi solo sulla strada. Io, sotto questi punti di vista, mi sento assolutamente motivato e in forma". Che possa essere lui la vera sorpresa della corsa? Ce lo auguriamo tutti. Anche perché la squadra sembra essere tra le migliori. Al suo fianco ci saranno Roman Kreuziger, Sylwester Szmyd e Francesco Bellotti. Insomma, un'estate dall'azzurro pallido (vedi i Mondiali) potrebbe trasformarsi in un vero trionfo. Pistolero permettendo.
Le tappe da ricordare:
6 luglio: terza tappa, Wanze-Arenberg Porte du Hainaut, 207 km. Percorso con 7 settori di pavè per 13 km.
11 luglio: ottava tappa, Station des Rousses-Morzine Avoriaz, 189 km. Sarà il primo vero assaggio con la montagna. Si scalano Ramaz e Avoriaz, salite lunghe al 6-7%. E qui si vedranno per la prima volta i big della classifica.
13 luglio: nona tappa, Morzine Avoriaz-Saint-Jean-de-Maurienne, 204 km. Dopo il riposo, la seconda tappa alpina. Ben 4 salite, ma le prime 3 sono in partenza. La Madeleine è impegnativa, ma dalla vetta ci sono ancora più di 30 km per arrivare al traguardo. Difficile che gli uomini di classifica attacchino. Tutto sembra essere ideale per una fuga da lontano.
16 luglio: dodicesima tappa, Bourg de Peage-Mende, 210 km. L'arrivo a Mende è dopo una corta ma durissima salita. CI sarà da divertirsi.
18 luglio: quattordicesima tappa, Revel-Ax 3 Domaines, 184 km. Forse la tappa più dura. E ancora una volta saranno quindi i Pirenei a decidere chi vincerà il Tour. Pailheres e Ax 3 Domaines sono salite con poca storia ma tra le più difficili e ripide di tutta questa catena montuosa. Qui Contador e Basso possono fare la differenza.
19 luglio: quindicesima tappa, Pamiers-Bagnes de Luchon, 187 km. Portet d'Aspet e Ares, prima del Port de Balès, salita affrontata una sola volta dal Tour de France, nel 2007. Negli ultimi km del Balès si potrà fare selezione.
20 luglio: sedicesima tappa, Bagneres de Luchon-Pau, 196 km. Salite come Peyresourde, Aspin e Tourmalet in partenza, l'Aubisque a 60 km dall'arrivo. Bel modo per celebrare i Pirenei. Altro che spettacolo. I grandi resteranno a guardare. Tappa da segnalare come inutile.
22 luglio: diciassettesima tappa, Pau-Col du Tourmalet, 174 km. Dopo il secondo e ultimo riposo la lunga cavalcata sui Pirenei si conclude con una nuova scalata al Tourmalet, posto stavolta come sede d'arrivo, come era accaduto solo nel 1974. Prima pero' ci saranno il Marie Blanque e il Soulor.
24 luglio: diciannovesima tappa, Bordeaux-Pauillac, cronometro individuale 51 km. L'unica crono lunga del Tour. Difficile che possa essere decisiva, ma mai dire mai.
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