Power bank, grave malore per uno studente italiano: ricoverato d’urgenza

Attimi di paura hanno caratterizzato una mattina qualunque nell’istituto alberghiero Vespucci a Milano. “Non si respira”, lo scoppio della power bank ha coinvolto sette persone. Due 15enni trasportati all’ospedale De Marchi.

E’ successo tutto all’improvviso. Erano le 8:50 di un lunedì mattina, gli alunni erano appena entrati in classe. Poco dopo il fumo ha iniziato ad intasare l’aria e a propagarsi in tutta l’aula. Una power bank è esplosa nello zaino di uno studente che l’aveva messa in funzione per caricare il proprio telefono. I ragazzi del biennio stavano seguendo la lezione di Scienze degli Alimenti, quando dallo zaino ha iniziato ad uscire il fumo, seguito dal cattivo odore.

“C’è stato qualche attimo di panico, ma l’insegnante ha fatto uscire velocemente i ragazzi dall’aula, le finestre sono state aperte e, per precauzione, tutto il primo piano è stato evacuato. Gli alunni delle altre classi sono stati sistemati in altri locali al pian terreno”, continua il Preside Luigi Costanzo: “Abbiamo chiamato i soccorsi e sono arrivati molto velocemente sia sue ambulanze che la Polizia, poi l’Ats”.

Il soccorso tempestivo

La maggiore preoccupazione era che gli alunni e l’insegnante avessero inalato il fumo della batteria che, indubbiamente aveva un alto grado di tossicità. Due 15enni, un ragazzo e una ragazza, sono stati trasportati alla clinica de Marchi, per aver riportato lievi sintomi da inalazione di fumo. Sono stati poi dimessi nell’arco di poche ore. Hanno ricevuto opportune visite e controlli anche altri sei studenti coinvolti nell’accaduto e la professoressa che era presente in aula.

L’unico caso che ha preoccupato (non poco) era quello di una ragazza di 17 anni che ha accusato un grave malore ed è stata trasportata all’ospedale San Raffaele in codice rosso. E’ probabile che il malore non sia dovuto all’inalazione del fumo ma ad un grave spavento e alla malattia pregressa della giovane.

Ipsar Vespucci, il luogo dell’accaduto

La power bank della discordia

Sono ancora ignote le cause che hanno portato allo scoppio del caricatore portatile del giovane studente. Il ragazzo ha dovuto fornire tutte le spiegazioni del caso agli agenti accorsi sul posto. La power bank è stata acquistata in un discount. E’ probabile che si sia verificato un surriscaldamento anomalo che abbia innescato la formazione di gas infiammabile che abbia portato, poi, allo scoppio.

Le motivazioni possono essere molteplici (usura del prodotto, sovratensione) e, trattandosi di un dispositivo elettronico, nessuna di queste può escludersi. Sono ancora in corso gli accertamenti della polizia. Dopo aver constatato le condizioni del luogo, le lezioni sono proseguite regolarmente nel resto dell’edificio.