Riforma pensioni: come funziona quota 41 e chi potrà usufruire della pensione anticipata

Si parla molto della riforma delle pensioni: ecco come cambieranno le cose dopo la legge Monti-Fornero e quali saranno le novità per la pensione anticipata.

Per quanto riguarda la situazione pensioni, attualmente è in vigore Quota 102, che impedisce il cumulo di attività di lavoro, ad eccezione dei redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro annui lordi, per raggiungere i 38 anni di requisito contributivo. Si parla allora di una sostituzione con Quota 41, ma in cosa consisterebbe questa novità?

La riforma sarebbe destinata ad una categoria precisa di lavoratori, quelli che rispettano i seguenti requisiti:

-Almeno 12 mesi di contributi versati, anche non continuativi, prima dei 19 anni di età;

-Almeno 41 anni di contributi:

-Appartenenza ad una delle seguenti categorie protette: disoccupati, invalidi, caregiver (assistenza a familiari disabili;

-Svolgimento di lavori usuranti o lavori gravosi.

anziani in pensione
Foto di Gundula Vogel da Pixabay

Pensione anticipata: quali sono i requisiti e chi può usufruirne con assegno ridotto

Il problema di Quota 41, però, risiede nei fondi necessari per sostenere questa manovra: si parla di 9 miliardi di euro. Di fronte a questa enormità il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico ha proposto una pensione anticipata, intorno ai 63 anni, per i lavoratori appartenenti al sistema misto. In questo caso i requisiti da soddisfare sarebbero:

-Almeno 63 o 64 anni di età;

-Possesso di almeno 20 anni di contributi;

-Maturazione di una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale.

Intanto c’è da sottolineare che il traguardo pensionistico rimarrà invariato fino al 2024: per andare in pensione serviranno 67 anni di età per entrambi i sessi. Quali sono invece i requisiti da soddisfare per la pensione anticipata? Ad oggi possono andare in pensione i lavoratori in possesso di almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti e le lavoratrici con non meno di 41 anni e 10 mesi di contributi.

Per il 2022 è prevista la pensione anticipata anche per le lavoratrici dipendenti che hanno maturato i 35 anni di contributi entro il 2021 e i 58 anni di età, limite innalzato a 59 anni per le lavoratrici autonome. Naturalmente questo vantaggio si traduce in una riduzione dell’assegno pensionistico.

pensionato
Foto di Sabine van Erp da Pixabay

L’auspicio è che la nuova riforma permetta una pensione raggiungibile in tempi più accessibili, considerata la difficoltà con la quale oggi si arriva ad ottenere un contratto e quindi a cominciare il versamento dei contributi che dovrebbero garantire un assegno pensionistico dignitoso. Impensabile per molti italiani andare in pensione con oltre quaranta anni di contributi versati, dal momento che si cominciano a versare dopo i 30 anni di età.