Cashback fiscale, arriva il rimborso automatico per le spese sanitarie

Previsto il rimborso diretto sul proprio conto corrente delle detrazioni per acquisti tracciabili, come le spese socio-sanitarie: ecco come funziona il cashback fiscale.

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Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Questa novità è stata inserita all’interno della Delega fiscale, messa a punto di recente dal Governo. Un passo molto importante che arriva dopo lo stallo del mese di aprile causato dallo scontro sulla questione catasto tra le principali forse politiche italiane. Prima che la Delega fiscale prenda forma, però, ci vorrà ancora un po’ di tempo: a giugno è previsto l’esame in commissione Finanze alla Camera.

Da quanto si legge nel testo della Delega pare che non sarà più necessario attendere la dichiarazione dei redditi per scaricare il 19% della spesa sostenuta per acquisti tracciabili legati a visite mediche o medicinali. Le detrazioni si trasformeranno in rimborsi che verranno erogati direttamente attraverso le piattaforme telematiche più utilizzate: in questo modo si ridurranno i tempi per i rimborsi previsti per i contribuenti. In sintesi non ci sarà più da aspettare per recuperare le spese sostenute in campo sanitario, come l’acquisto di medicinali o le visite mediche, ma si otterrà un immediato rimborso sul proprio conto corrente.

Cashback per rimborso spese sanitarie: come funziona l’accredito diretto sul conto corrente

Potrebbe sembrare un meccanismo di funzionamento molto semplice, ma affinché diventi tutto regolarmente funzionante c’è bisogno di un controllo del Governo sulle spese fiscali. Nel nuovo sistema per i rimborsi automatici c’è bisogno di controllare le perdite di entrate del governo derivanti da esclusioni fiscali, esenzioni, detrazioni, crediti, differimenti e aliquote fiscali preferenziali.

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Il nuovo cashback fiscale si differenzia totalmente dall’attività che porta il medesimo nome e che è stata portata avanti nel 2020 dal governo Conte, prima di essere sospesa da Draghi nel 2021. Questo cashback non riguarda i pagamenti digitali, ma i rimborsi automatici sulle spese sanitarie sostenute: in precedenza il cashback era pensato per recuperare il 10% della spesa, pagata attraverso strumenti digitali, fino a un massimo di 15 euro al mese.

Considerate le spese che ogni anno i contribuenti italiani sostengono per medicinali e visite mediche c’è da credere che questa misura sia accolta con entusiasmo da tutti, ma che ci sia bisogno di studiare un ottimo sistema di erogazione. Nei prossimi giorni, appena la Delega fiscale verrà ulteriormente discussa e approfondita, si saprà di più a proposito dei provvedimenti fiscali che verranno messi in atto e di come sarà prevista l’assegnazione dei rimborsi per le spese sostenute e soggette a detrazioni fiscali.