Pagamenti con il Pos obbligatori: al via le sanzioni

I pagamenti digitali diventano obbligatori: ecco cosa succederà a partire dal prossimo mese a tutti i commercianti e professionisti che rifiuteranno i pagamenti con il Pos.

carte di credito bancomat
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Un provvedimento ampiamente annunciato che trova concretezza nel decreto legge n.36, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 aprile. La novità riguarda i pagamenti elettronici, ovvero quelli effettuati nelle attività commerciali e negli studi professionistici attraverso l’utilizzo del bancomat e della carta di credito: dal 30 giugno tutti gli esercenti e i professionisti che non accetteranno questi pagamenti saranno sanzionati.

Inizialmente il limite temporale era stato fissato al 1° gennaio 2023, ma è stato anticipato al 30 giugno 2022, prevedendo importanti multe per chi rifiuta i pagamenti con il Pos. Anche questo risulta essere uno degli obblighi che rientrano tra le misure per ridurre l’uso del contante previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con il Pos: cosa succede a negozianti e liberi professionisti

La sanzione ammonta a circa 30 euro, ai quali va aggiunto il 4% del valore della transazione rifiutata. La multa viene applicata a chiunque non accetti pagamenti di tipo digitale con carte di credito e bancomat all’interno delle proprie attività, di qualsiasi tipo, incentrate sui prodotti o sui servizi. Naturalmente, quindi, la sanzione spetterà non solo ai negozianti, ma anche nel caso di tassisti e liberi professionisti. L’obbligo non si applica solo nei casi di «oggettiva impossibilità tecnica».

portafoglio carte di credito
Foto di Jan Vašek da Pixabay

Quali sanzioni vengono applicate? In questi casi si applicano le norme generali sulle sanzioni amministrative previste dalla legge n. 689/1981, con riferimento alle procedure e ai termini. Fa eccezione l’articolo 16 a proposito del pagamento in forma ridotta, come precisa la Fondazione studi consulenti del lavoro in una circolare del 7 giugno 2022.

Questa non è l’unica novità introdotta dal decreto legge n.36: c’è anche l’estensione, valida dal 1° luglio dell’obbligo di fatturazione elettronica per le seguenti categorie. Dovranno emettere fattura elettronica anche:

  • i contribuenti che rientrano nel regime di vantaggio (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011);
  • i contribuenti in regime forfettario (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014);
  • i soggetti passivi (associazioni sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore) che hanno scelto il regime speciale ai fini Iva (articoli 1 e 2, legge 398/1991) e che nel periodo d’imposta dell’anno hanno registrato proventi fino 65 mila euro.

L’obbligo ai pagamenti digitali è pensato nell’ottica di un tracciamento rigoroso dei movimenti economici per fare in modo che diminuisca notevolmente l’evasione fiscale in Italia, una delle condizioni maggiormente osteggiate dai Governi che si sono susseguiti di volta in volta alla guida del Paese.