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Maldives Floating City: la nuova città galleggiante contro l’innalzamento del livello del mare

Il governo delle Maldive ha dato il via per la costruzione della città galleggiante. Maldives Floating City ospiterà case, ristoranti, negozi e scuole per chi sarà costretto a lasciare le isole a causa dell’innalzamento del livello del mare.

La nuova struttura realizzata dallo studio di architettura Waterstudio nasce con un obiettivo ben preciso: risolvere il problema dell’innalzamento del livello del mare. Località paradisiaca, meta ambita da tutti ma, spesso, inaccessibile per i costi. Non è tutto oro quello che luccica, anche questo paradiso, un giorno, rischierà di essere sommerso a causa dei cambiamenti climatici. La città galleggiante sarà facilmente raggiungibile e si troverà a circa dieci minuti di navigazione della capitale Malè.

Abitazioni e comfort per 20mila residenti

Il progetto nasce dalla joint venture tra lo sviluppatore immobiliare Dutch Docklands e il governo delle Maldive. Il fondatore di Waterstudio ha fatto sapere che questo progetto nasce anche dalla necessità di dimostrare che ci sono alloggi a prezzi accessibili, grandi città sull’acqua e sono anche sicure. Abitazioni, scuole, negozi, centri d’incontro saranno messi in totale sicurezza. Sono stati creati degli stabilizzatori che sostengono l’intera architettura e la rendono meno vulnerabile ai movimenti delle onde e dalle correnti. Maldives Floating City ha una forma che ricorda quella del corallo cerebrale e ospiterà circa 5mila unità galleggianti.

Le prime immagini della città galleggiante

Quando sarà possibile ammirare la città galleggiante

In molti sono curiosi di scoprire questa trovata super innovativa e che, sicuramente, sarà anche uno spettacolo per gli occhi. Avere una casa nel bel mezzo dell’oceano di sicuro avrà il suo perché. La fine dei lavori è stimata per il 2027 anche se, secondo alcune fonti, la città potrebbe essere abitata già a partire dal 2024. Per quanto riguarda la costruzione, i lotti vengono eretti in un cantiere navale locale per poi essere rimorchiate fino alla loro collocazione finale. Tutto è stato realizzato tenendo conto dell’impatto ambientale e dei cambiamenti climatici. Nulla da temere, dunque, le realizzazioni tengono conto dell’isolamento naturale fornito dalle barriere coralline che consentiranno agli abitanti di non soffrire di mal di mare. I costruttori hanno progettato tutto nei minimi dettagli, realizzando anche strutture di coralli artificiali che serviranno per favorire la crescita degli organismi marini. Ogni residenza affaccerà sul mare e avrà una superficie che spazia tra i 100 metri quadrati a salire, con prezzi che partono da circa 250 mila dollari. Chi non acquisterebbe una casa nel bel mezzo dell’oceano per godere di tutte le meraviglie del mare?

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Come comportarsi con chi soffre di disturbi alimentari?

La percentuale di persone che soffrono di disturbi alimentari cresce sempre di più. Ecco alcuni consigli per aiutare chi ne soffre.

Sicuramente avremo sentito parlare di disturbi alimentari. Bisogna sapere che oggi, solo in Italia, sono circa tre milioni di persone a soffrirne e l’esordio dei primi sintomi avviene in tenera età. A destare maggiore preoccupazione sono gli atteggiamenti che, non sempre, vengono compresi e spesso ci si rende conto del disturbo solo quando è in fase avanzata. Spesso, la vera problematica non è nel peso ma nel comportamento del soggetto che ne è affetto. Ad esempio una persona affetta da anoressia si sentirà fiera di se nell’aver consumato un solo pasto in una giornata. Potremmo non renderci conto, inizialmente, delle problematiche di una persona ma, la giusta strada da seguire è quella di restarle sempre al fianco.

Il giusto approccio

Avere interesse verso la persona affetta da disturbi alimentari è il primo passo per creare la fiducia. Una domanda posta con genuino interesse potrà far riflettere la persona e portarla a chiedersi: “Come mi sento veramente?”. Spesso le persone affette da questa problematica non sanno cosa vogliono perché la loro attenzione si focalizza su ideali estetici, soffermando l’importanza su come si è percepiti dagli altri e non su come si è realmente. Bisogna saper orientare l’attenzione verso altre azioni e non concentrarsi solo sul proprio aspetto fisico. Consigliare attività creative che occupino corpo e mente può essere una buona idea per spostare l’attenzione.

Disturbi del comportamento alimentare

L’importanza dei caregiver

Il caregiver è letteralmente “la persona che dà le cure”. Si tratta di una persona che si occupa di assistere i propri familiari o persone vicine che hanno bisogno di aiuto. Nel caso di persone affette di malattie che riguardino il loro aspetto fisico come anoressia o bulimia, bisogna accompagnarle in punta di piedi. Uno dei primi consigli è evitare i commenti sul corpo oppure essere insistenti nel guardare. Non bisogna cadere nella trappola della rassicurazione, le persone affette di DCA pur di sentire un parere sul proprio aspetto fisico chiederanno: “ti sembro grassa?”. L’atteggiamento giusto è quello di deviare la conversazione su altra caratteristiche della persona riconoscendo più le caratteristiche caratteriali che fisiche. Altro consiglio è accompagnare la persona affetta da DCA durante i pasti e restarci finché non termina il pasto. Bisogna mostrarsi complici e non assumere il comportamento di supervisore ammonendo ogni comportamento “sbagliato”. Non sempre è semplice affiancare persone con disturbi alimentari, spesso ci si fa carico di situazioni che possono sembrare difficili da gestire. L’importante è non sentirsi causa o artefice di eventuali situazioni di cui non si è riusciti a controllare.

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Scuola, ecco come e quando si svolgerà il concorso straordinario bis per diventare insegnanti

Tante novità per chi vuole lavorare nel settore dell’istruzione: è aperto il concorso straordinario bis per l’insegnamento. Ecco come fare per sostenere la prova orale.

aule scuola
Foto di Frantichek da Pixabay

Pubblicato il decreto tanto atteso dai potenziali insegnanti che contiene le aggregazioni interregionali relative alla Procedura concorsuale straordinaria di cui all’articolo 59, comma 9-bis, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106. Secondo l’articolo due del bando, tutte le classi di concorso con pochi partecipanti saranno sottoposte all’aggregazione interregionale per arrivare ad accorpare un numero di candidati che non deve essere superiore a centocinquanta. Sono stati indicati anche gli USR responsabili delle distinte procedure concorsuali, presenti nell’Allegato A.

Nel caso sia necessaria l’aggregazione territoriale delle procedure, il responsabile individuato deve provvedere all’approvazione delle graduatorie della propria regione e di tutte le aree regionali indicate. Ogni regione avrà una graduatoria distinta. All’interno del bando è poi possibile trovare il numero dei posti disponibili per il concorso.

Concorso straordinario per la scuola: modalità di svolgimento della prova orale

Alla pubblicazione del bando segue prova orale. Come si svolgerà la prova disciplinare orale? I candidati saranno interrogati a proposito dei programmi disciplinari di cui si parla nell’allegato A al DM n. 108/2022. Verrà valutata la padronanza delle discipline, la capacità di comprensione e conversazione in lingua inglese. Per la classe di concorso A-24, A-25 e B-02, la prova si svolgerà nella lingua straniera oggetto di insegnamento.

studiare concorso
Foto di lil_foot_ da Pixabay

La commissione può assegnare al massimo 100 punti, sulla base dei criteri di valutazione dei quadri nazionali di riferimento, predisposti per lo svolgimento della prova orale del concorso ordinario valido per la scuola secondaria di primo e secondo grado, esposti nel DM 9 novembre 2021, n. 326.

All’interno del bando di concorso è precisato che ciascun USR è tenuto a pubblicare i suddetti criteri almeno cinque giorni prima dello svolgimento della prova. Non sono previste soglie minime per il superamento della prova: la graduatoria finale sarà composta dai candidati che rientrano nel numero dei posti disponibili, elencati in base al punteggio ottenuto dalla prova orale sommato a quello dei titoli posseduti.

C’è grande fermento per questo concorso che apre la scuola a nuove assunzioni: in molti si stanno già preparando per sostenere la prova orale che decreterà il loro ingresso in graduatoria. Sul sito del Miur sono presenti tutte le istruzioni dettagliate sull’accesso ai bandi attualmente attivi nel settore dell’istruzione, non solo per quanto riguarda l’insegnamento ma anche per personale Ata, personale di segreteria, tecnici di laboratorio e tanto altro.

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Covid, come riconoscere i sintomi della variante Omicron 5

Il Covid continua a circolare nella nuova versione Omicron 5: ecco quali sono i sintomi di questa sottovariante che si sta rapidamente diffondendo e come combatterla.

varianti covid
Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

Crescono velocemente i contagi da Omicron 5: si parla di una diffusione del 50, 60% alla settimana, ma gli effetti non sono particolarmente gravi. “In molti hanno il mal di gola e la febbre, anche fino a 39. Ormai ogni giorno ci sono pazienti che vengono da me per fare il tampone, dopo essere risultati positivi al test casalingo”, spiega Khalid Kussini, medico di famiglia a Latisana, in Friuli Venezia Giulia, una delle regioni più colpite dalla nuova variante.

Omicron 5, come riconoscere e combattere l’ultima variante del Covid

I sintomi si condensano in febbre alta e forte mal di gola, accompagnati in molti casi da raffreddore, tosse, debolezza e dolori diffusi. Non scompaiono più gusto e olfatto come in passato. “Il virus, comunque, generalmente si ferma nelle alte vie respiratorie, alla trachea e ai bronchi. Quindi non causa polmoniti”, spiega il presidente della Società italiana di malattie infettive (Simit), Claudio Mastroianni, ordinario alla Sapienza. Proprio perché i sintomi non sono così gravi ci si negativizza in poco tempo e si resta a casa, senza degenze ospedaliere.

vaccino covid
Foto di BC Y da Pixabay

Ci si chiede se i tamponi siano in grado di rilevare la presenza di questa variante, ma al momento i dati raccolti dimostrano che i test funzionano. Il virus contagia anche chi ha fatto il vaccino e anche chi è già stato contagiato da precedenti sottovarianti del Covid.

Cosa bisogna fare nel caso si contragga Omicron 5? “Appena fatto il test positivo, i soggetti a rischio come diabetici, cardiopatici o immunodepressi, devono fare un antivirale. Non devono passare più di cinque giorni tra l’esame e la somministrazione. Ora abbiamo a disposizione tipi di questi farmaci, oltre a un monoclonale, che si può usare anche come profilassi pre esposizione. Gli altri medicinali di questo tipo invece non funzionano”, dice Mastroianni. No al cortisone, sì a infiammatori e tachipirina per contrastare i sintomi.

E per quanto riguarda la quarta dose di vaccino? Secondo gli esperti è bene che gli anziani e le categorie fragili richiedano subito la relativa iniezione di anticorpi. “Il vaccino non ha effetti collaterali, tanto più che si tratta di persone che hanno già ricevuto tre dosi. Resta un’arma a disposizione importantissima”, continua Mastroianni. Le raccomandazioni, dunque, restano sempre le stesse: mascherine sui mezzi pubblici e quarta dose di vaccino per chi è a rischio, in modo da conservare una copertura sempre migliore contro tutte le varianti.

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I calciobalilla sono al sicuro, nessuna regola che ne vieti l’utilizzo

Smentite le notizie circa nuove regolamentazioni che metterebbero in serio rischio la possibilità di utilizzare il calciobalilla negli stabilimenti balneari e negli esercizi all’aperto.

A rassicurare gli esercizi e gli appassionati di questo gioco è l’Agenzia delle Dogane: “Nessuno toglierà i biliardini dai bar e dalle spiagge”. Ebbene si, nelle ultime ore le cattive notizie circa il destino dei biliardini sono aumentate sempre di più. Tutti gli esercizi commerciali e, visto l’inizio di stagione per i balneari, si sono messi in guardia dalla nuova normativa. Chi ha dei dispositivi non autorizzati, può andare incontro ad una sanzione molto costosa. Si parla circa di 4.000 euro di multa. Per questo molti titolari degli stabilimenti hanno preferito rinunciare al passatempo estivo più amato da tutti, pur di non ricevere qualche sanzione.

Le dichiarazioni dell’Agenzia delle dogane

E’ la stessa agenzia a rassicurare tutti circa le sorti del biliardino. La notizia che stava divampando sui social equiparava il biliardino ai giochi d’azzardo, e ciò avrebbe portato l’imminente chiusura di quasi tutti i giochi negli ambienti pubblici. Dopo le prime proteste, è finalmente arrivata la smentita ufficiale da parte dell’Agenzia ponendo l’accento sulla rilevanza che questi giochi hanno nella cultura italiana e quanto siano importanti. “Nessuna nuova regolamentazione è intervenuta per modificare la normativa di settore già esistente. I biliardini, come sempre, potranno essere liberamente installati in tutti i luoghi aperti al pubblico in continuità con le regole del passato e secondo le modalità già previste”. Nessuna nuova regola, dunque, che possa ledere i calciobalilla.

Nessuna tassa renderà difficile l’utilizzo del biliardino

La regolamentazione del 2021

L’Agenzia rassicura i proprietari degli esercizi anche in merito ai controlli sul territorio, affermando che non ce ne saranno. La normativa del 2021 ha permesso di adottare delle regole semplificate di autodichiarazione che non prevedono l’autorizzazione ma un semplice nulla osta, e questo per salvaguardare i biliardini già installati nei luoghi aperti al pubblico. Il calciobalilla, come erroneamente si voleva dimostrare, non è da considerarsi un gioco d’azzardo e non è possibile paragonarlo a slot, o altri giochi che prevedano il pagamento in denaro. Il direttore generale dell’Agenzia ha voluto rassicurare tutti i giocatori con le sue parole: “Anche per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il calcio balilla rappresenta uno dei giochi della storia e della tradizione di tutti noi italiani da salvaguardare e promuovere anziché ostacolare”. In conclusione, i biliardini potranno essere liberamente installati in tutti i luoghi aperti al pubblico in continuità con le regole vigenti.

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Libretti postali dormienti, dal 21 giugno scatta l’estinzione: ecco cosa fare

Novità in arrivo per i libretti postali dormienti: a breve non potranno essere più riscattati, ma ci sono dei metodi per recuperare le somme depositate sul libretto.

ufficio postale

Quando parliamo di libretti postali dormienti parliamo di depositi di denaro in Posta sui quali non compaiono movimenti di denaro da più di 10 anni, che non sono stati sottoposti a procedimenti o blocchi operativi e che hanno un saldo almeno superiore a 100 euro. Fino a questo momento i saldi di questi libretti venivano trasferiti a uno speciale fondo gestito da Consap, predisponendo la possibilità di rimborso a chiunque ne facesse richiesta: i soldi erano trasferiti sul fondo Consap dopo comunicazione al proprietario del libretto, che aveva 180 giorni a disposizione per effettuare qualsiasi tipo di operazione sul libretto in questione.

Libretti postali dormienti: come richiedere il rimborso delle somme depositate

Da martedì 21 giugno le cose cambieranno: saranno estinti i libretti dormienti di coloro che al 30 novembre 2021 non abbiano dato disposizioni per consentire il censimento anagrafico. Come è possibile consultare questi libretti dormienti? Prima di tutto è possibile trovare tutte le info sul sito poste.it dove c’è l’elenco completo dei libretti dormienti, ordinati in base al numero identificativo dell‘ufficio postale presso cui sono stati aperti. Sempre sul sito poste.it è possibile trovare direttamente il libretto inserendo il numero identificativo dell’ufficio postale. Ci si può recare direttamente in qualsiasi ufficio postale o, in alternativa, si può telefonare al numero gratuito 800.00.33.22.

movimenti conto
Foto di Lucia Grzeskiewicz da Pixabay

Cosa deve fare il titolare di un libretto postale dormiente? I titolari presenti nell’ultimo elenco pubblicato devono presentarsi, entro il 20 ottobre 2022, in un qualsiasi ufficio postale per consentire il censimento anagrafico del proprio libretto. Dopo tale data, Poste Italiane dovrà procedere all’estinzione del libretto che finiranno sul fondo gestito da Consap.

Potranno recuperare le somme dormienti inviando a Consap una richiesta di rimborso entro 10 anni dalla data di dormienza. Le domande di rimborso devono essere accompagnate dalla rispettiva attestazione di devoluzione al Fondo, emessa dalla Banca o da Poste Italiane s.p.a., o da altro istituto finanziario/assicurativo. Per chiedere il rimborso va compilato l’apposito modulo predisposto da Consap, disponibile sul relativo sito, inviato tramite raccomandata A/R.

Quando non è previsto il rimborso? Ecco chi non potrà ottenere il recupero delle somme dormienti una volta che saranno spostate sul Fondo Consap:

  • beneficiari di contratti di assicurazione sulla vita, cosiddette polizze vita;
  • beneficiari di buoni fruttiferi postali non riscossi entro il termine di prescrizione decennale;
  • beneficiari degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione triennale.
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Crisi idrica: si impone il razionamento dell’acqua, ecco come evitare gli sprechi

In Italia si assiste ad una grave dispersione idrica: serve una strategia che limiti gli sprechi per far fronte ai gravi effetti dei cambiamenti climatici, come la mancanza di pioggia e le temperature molto alte.

fiume siccità
Foto di Nyoman Suartawan da Pixabay

Dal Bacino Padano arriva l’allarme della “peggior crisi da 70 anni ad oggi” riguardo alla magra del fiume Po. Ma anche ai Castelli Romani si registra un “deficit idrico di 50 milioni di metri cubi”. In Veneto si corre ai ripari con l’attivazione di pompe mobili d’emergenza per garantire la sopravvivenza delle colture.

A parlare a Il Fatto Quotidiano è Vito Felice Uricchio, dirigente tecnologo dell’Istituto di Ricerca Sulle Acque del Consiglio nazionale delle Ricerche.

Spreco d’acqua e dispersione idrica: l’emergenza in Italia

“Se vogliamo essere pronti rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici, alla siccità e alla conseguente carenza idrica, dobbiamo iniziare a gestire l’acqua in modo più razionale, senza aspettare ogni volta che la situazione diventi critica.”, avverte Uricchio che sottolinea il legame pericoloso che esiste tra diversi fenomeni naturali.

spreco d'acqua
Foto di Katja Just da Pixabay

“In generale il trend è questo: piove un po’ meno ma, soprattutto, piove in maniera diversa. Così quando piove, a maggior ragione se le precipitazioni sono così intense, bisogna fare in modo di raccogliere l’acqua e non disperderla.”, continua suggerendo un utilizzo più razionale dell’acqua nel settore agricolo.

Spiega Uricchio: “I campi vanno irrigati solo quando serve. Se il giorno dopo piove, è inutile dare acqua. In Italia potremmo farlo con i sistemi di machine learning, considerando che abbiamo 23 meteo radar e 5.200 stazioni meteorologiche. E, per un periodo, si è anche fatto in alcune aree. Dovremmo metterlo a sistema e farlo sempre dato che ormai sappiamo dove e come pioverà. Sempre per l’agricoltura, penso anche alle serre verticali, che consentono di risparmiare il 90% di acqua, senza utilizzare prodotti fitosanitari e di ridurre fino al 95% l’apporto di nutrienti. Altra possibilità è quella di utilizzare tecnologie che sono già mature e che consentono di ottenere acqua potabile da quella reflua”.

Naturalmente  lo spreco d’acqua va tenuto sotto controllo non solo in agricoltura, ma anche nelle abitudini quotidiane. “In generale e al di là della situazione emergenziale, dobbiamo assolutamente ridurre il prelievo pro capite di acqua. L’Italia detiene il record di prelievo pro capite in Europa con 156 metri cubi per abitante.”, denuncia Uricchio che aggiunge elementi sulla dispersione idrica nel Paese: “Quando a Bari si tira uno sciacquone, l’acqua compie un tragitto di trecento chilometri con un’alta probabilità di dispersione, oltre al costo energetico altissimo. Questo significa che su dieci litri di acqua disponibili, se ne perdono cento. Non ce lo possiamo più permettere”.

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Bonus 200 euro, problemi con le autocertificazioni: “Manca il modulo per richiederlo”

Si stanno riscontrando una serie di problemi con il bonus di 200 euro, un aiuto contro il caro-bollette erogato nel mese di luglio direttamente in busta paga.

bonus in busta paga 200 euro
Foto di Niek Verlaan da Pixabay

Il governo aveva parlato di automaticità: il bonus sarebbe spettato in maniera automatica ai lavoratori dipendenti. Ma le cose non sono andate proprio in questo modo: i Consulenti del lavoro, la cui Fondazione studi ha pubblicato un approfondito report firmato da Giuseppe Buscema e Carlo Cavalleri hanno parlato dei problemi che sono sorti in merito al bonus.

200 euro in più, come previsto dall’articolo 31 del decreto 50 del 2022, il decreto-aiuti sarebbero dovuti essere previsti come indennità automatica, presente nella busta paga di luglio. Ma sono ottenibili solo «previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18». Il lavoratore deve presentare, quindi, una dichiarazione al proprio datore di lavoro per dire che lui non ha già ricevuto il bonus e che nella sua famiglia non ci sono percettori di Reddito di cittadinanza  o titolari di pensione.

Decreto aiuti: manca il modulo per richiedere i 200 euro in busta paga

Non sono precisate le indicazioni di presentazione della dichiarazione, ma in assenza di essa diventa impossibile erogare il bonus. Intanto i Consulenti del lavoro hanno preparato un fac-simile del modello di autocertificazione, da far firmare direttamente ai lavoratori. Al momento gli unici che riceveranno i 200 euro in automatico saranno i pensionati, i percettori del Reddito di cittadinanza, e i disoccupati che percepiscono la Naspi o la DisColl.

decreto aiuti bonus 200 euro
Foto di moerschy da Pixabay

I lavoratori dipendenti sia privati che pubblici, che avranno diritto al bonus da 200 euro sono 13,8 milioni. Tutti loro dovranno presentare domanda di erogazione, che sarà effettuata dall’Inps. I Consulenti del lavoro precisano: «Non è chiaro a tal fine, se la previsione del comma 8 che indica quale modalità di presentazione della domanda presso gli Istituti di patronato costituisca il canale esclusivo per l’accesso all’indennità come sembrerebbe emergere dal tenore letterale della norma».

Per quanto riguarda i percettori del Reddito di cittadinanza, anche a loro spetterà il bonus caro-bollette, ma solo se nessun altro in famiglia ne ha già diritto. Insomma il governo vuole fare in modo che questo sussidio sia distribuito nel miglior modo possibile e che non vi sia modo di riceverlo più volte in famiglia. Manca solo da sciogliere il nodo che riguarda l’autocertificazione, che deve essere presentata entro i termini previsti, per non rischiare di non vedersi accreditati i 200 euro nella busta paga di luglio, che arriverà tra pochi giorni.

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Sospeso dipendente Google: convinto della “personificazione” di un’intelligenza artificiale

Un ingegnere informatico di Google è convinto che un sistema di intelligenza artificiale abbia preso vita: ecco come sono andate le cose prima della sua sospensione.

sistema di intelligenza artificiale

Blake Lemoine ha chiesto a Google di affrontare un problema che ha riscontrato, ma ha ricevuto in cambio la sospensione dal proprio incarico con la motivazione di aver rivelato pubblicamente delle informazioni riservate impiegate da Google. Nonostante tutto Lemoine continua a sostenere la sua tesi riguardo alla presa di coscienza di un’intelligenza artificiale.

Google lavora allo sviluppo di diversi sistemi di intelligenza artificiale per rendere più efficiente il proprio motore di ricerca: una delle aree di sviluppo riguarda i sistemi automatici, chatbot, che producono conversazioni in linguaggio naturale, come Language Model for Dialogue Applications (LaMDA) ed è quello che secondo Lemoine sarebbe stato il sistema diventato consapevole della propria esistenza.

Ingegnere informatico di Google denuncia la presa di coscienza di un sistema di intelligenza artificiale

Secondo l’ingegnere, LaMDA può essere paragonato a un bambino di 7-8 anni: i programmatori sarebbero tenuti a chiedergli esplicitamente un permesso prima di effettuare qualsiasi esperimento che lo coinvolga. «Nel corso degli ultimi sei mesi, LaMDA è stato incredibilmente coerente nel comunicare ciò che vuole e ciò che ritiene siano i propri diritti come una persona. La cosa che continuo a non capire è perché Google continui così fermamente a negargli ciò che desidera, considerato che ciò che chiede è semplice e senza costi», ha detto Lemoine.

sistemi di intelligenza artificiale

Quest’ultimo non si sarebbe limitato a parlare della situazione ma avrebbe addirittura inviato ad un senatore degli Stati Uniti alcuni documenti tesi a dimostrare una discriminazione in campo religioso. Google ha risposto alle accuse ricordando che tutte le attività nel campo dell’intelligenza artificiale sono seguite da una sorta di comitato etico. Lemoine si è visto messo in dubbio nella sua sanità mentale ed ha deciso di pubblicare una conversazione avuta con LaMDA che mostra una spiccata capacità del software di conversare con domande e risposte.

Lemoine è convinto di avere a che fare con un sistema che ha raggiunto una piena consapevolezza di sé, proprio come una persona. Le prove per sostenerlo con certezza sono poche e secondo gli esperti un vero software di intelligenza artificiale non è soltanto in grado di riconoscere la propria esistenza, ma anche in grado di comprendere cosa significhino le sue azioni e quali conseguenze abbiano nel mondo reale, che sembra connesso ormai irrimediabilmente a quello virtuale. Google approfondirà la questione o tutto verrà superato dopo il periodo di sospensione?

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La spiaggia più costosa d’Italia: ecco dove vanno in vacanza i Ferragnez e quanto costa

Frequentata da Vip italiani e internazionali, con un prezzo proibitivo, ma con tanti servizi plus: è la spiaggia più costosa d’Italia, che si trova in Toscana.

spiaggia in Italia
Foto di David Mark da Pixabay

Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, cresce la curiosità a proposito della spiaggia più costosa d’Italia: quest’anno lo scettro di lido a cinque stelle va assegnato a Forte dei Marmi ed in particolare alla spiaggia dell’Augustus Hotel, frequentata da tantissimi personaggi famosi, come Chiara Ferragni e Fedez con i figli e le rispettive famiglie. Su questa spiaggia una tenda con lettino queen size, due lettini standard e una sedia a sdraio costa ben 450 euro al giorno.

Dietro l’Augustus Hotel & Resort c’è una storia molto lunga e ricca di evoluzioni. Tutto comincia con due famiglie di imprenditori facoltosi, proprietari delle ville più belle di Forte dei Marmi, famosa località marittima di Lucca, in Toscana. Gli Agnelli, proprietari torinesi di Villa Costanza, in stile rinascimentale, fin dal 1926, quando la casa venne acquistata da Edoardo, figlio del fondatore della Fiat e padre dell’avvocato Gianni. Dall’altra parte della strada vivevano invece i Pesenti, celebri industriali del cemento lombardi, in una villa firmata dall’architetto Osvaldo Borsani.

Beach Club Augustus Hotel: i servizi del lido più costoso d’Italia

Con il passare del tempo le due costruzioni si allargano e subentra una terza famiglia, quella dei Maschietto. Nino Maschietto arriva dalla zona del trevigiano per fondare l’Augustus Hotel e trasformarlo dal 1953 in una sorta di albergo diffuso che comprendeva anche le dimore sopra citate. Lo stile delle case è stato conservato e sono state ricavate circa un centinaio tra camere e suites.

famiglia in spiaggia
Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

All’hotel è annessa la spiaggia, il lido più costoso d’Italia: un beach club caratterizzato da ampie tende, tipiche del litorale di Forte dei Marmi, tutte super attrezzate con i comfort più richiesti dai clienti che desiderano trascorrere una giornata in spiaggia. Ci sono delle cabine molto caratteristiche, un bar al coperto e uno direttamente sulla spiaggia che serve di tutto, dalla colazione all’aperitivo. Il ristorante sul mare è uno dei più rinomati ed è possibile praticare qui la maggior parte degli sport acquatici. Molto amata anche la piscina con acqua di mare, i numerosi giochi per bambini e l’intrattenimento pensato per tutta la famiglia.

Insomma sono tanti i servizi compresi in un prezzo che non è accessibile a tutti, ma che è indice di esclusività, proprio la caratteristica ricercata da Vip italiani e non, che giungono qui a Forte dei Marmi per trascorrere del tempo al mare in assoluto relax e lusso.