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Il fascino magnetico della nuova Peugeot 408

Peugeot lancia ufficialmente la il nuovo modello 408 con carrozzeria crossover e nuova silhouette in stile fastback.

Da poco la nuova casa automobilistica francese ha lanciato un nuovo prodotto tutto da scoprire. Parliamo della Peugeot 408 che si contraddistingue per la sua eleganza ma nello stesso tempo con un design sportivo. Incredibile salto di qualità che rivela un perfetto connubio tra ergonomia e tecnologia. Il posto di guida Peugeot i-Cockpit di ultima generazione è formato da un volante con comandi integrati, quadro strumenti 3D con display digitale da 10 pollici.

Design Peugeot 408

Come dicevamo prima, il design è a metà strada tra l’elegante e lo sportivo, caratterizzato da una distanza da terra superiore e un’altezza contenuta. Per quanto riguarda le dimensioni, ha una lunghezza di 469 cm, larga 185 e alta 148. La vettura è dotata di cinque porte e una carrozzeria con dei dettagli che sicuramente la renderanno accattivante rispetto alle altre. Il design è stato studiato nei minimi dettagli, soprattutto nella linea del paraurti posteriore. I fari posteriori Full LED o Full LED 3D si accendono in rapida successione. Per quanto riguarda i fari anteriori, invece, sono Full LED ultra compatti che migliorano la visibilità della strada facilitando la guida notturna grazie anche alla tecnologia Peugeot Matrix LED. Oltre al design, l’azienda francese ha puntato molto sulla protezione, soprattutto sui laterali con passaruota rivestiti in plastica.

Gli interni tra confort e tecnologia

A stupire è innanzitutto la tecnologia del nuovo modello 408. Tra i diversi servizi troviamo la guida semi-autonoma con il nuovo Pack Drive Assist 2.0; Night Vision; Assistenza parcheggio; Monitoraggio dell’angolo cieco ad ampio raggio; Frenata automatica d’emergenza. Gli interni mostrano uno spazio abbastanza generoso con elegante console centrale che mette a disposizione i vani in cui riporre oggetti e accessori. I sedili sono certificati AGR, riscaldabili e massaggianti. C’è inoltre un’ampia possibilità di scelta tra vari rivestimenti interni: tessuto melange, tessuto a maglia tecnico, Alcantara, pelle imbottita e Nappa colorata.

La nuova Peugeot 408 con interni super eleganti

Plug-in hybrid o benzina

Peugeot ha progettato un’auto con due diverse alternative: benzina 3 cilindri 1.3 Pure Tech da 130 CV oppure ibrida di tipo plug-in nella duplice forma da 180 o 225 CV. E’ probabile che a questo modello seguirà uno totalmente elettrico. Peugeot 408 non presenta il cambio manuale. Il nuovo modello 408 arriverà sul mercato nei primi mesi del 2023 con un listino italiano ancora in via di definizione. La produzione avrà inizio in Francia, negli stabilimenti di Mulhouse per soddisfare nell’immediato le richieste del mercato europeo. Seguirà poi la produzione a livello internazionale.

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Le auto più difettose al mondo: ce ne sono anche due italiane | Ecco quali sono

 

Oggi il mercato delle auto offre sempre tanti modelli e scegliere quello migliore non è sempre facile. Il problema riguarda anche la sua qualità, perchè spesso alcuni modelli funzionano ed altri no. L’errore che spesso si commette è quello di guardare a dei dettagli superflui per capire se una macchina è buona oppure no, invece che alla sostanza. Per capire la reale differenza tra le macchine occorre guardare al motore e ai pezzi meccanici. Spesso si può incorrere in alcune vetture molto difettose, che possono causare solo grandi problemi non appena le si acquista.

Le auto difettose che è meglio non comprare

La Ford presentò alcuni modelli di auto davvero difettosi, con problemi seri. Nel 1990 la casa automobilistica statunitense arrivò a vendere la Ford Explorer, un’auto che avrebbe raggiunto vendite esorbitanti per la sua affidabilità. La Ford investì tantissimo su questa vettura, salvo poi riscontrarne due grandi problemi. Il primo era quello che l’auto si ribaltava la seconda è che le ruote si staccavano con tanta, troppa facilità. Il secondo modello era la Ford Pinto. Qui il problema riguardava la posizione del serbatoio del carburante che si trovava sull’asse posteriore. Al primo urto poteva esplodere. Ecco perchè, essendo altamente rischioso, la Ford su costretta a ritirare la macchina dal mercato.

Anche l’Europa ha prodotto dei modelli con problemi. L’Audi, la casa automobolistica tedesca, negli anni ’80 produsse l’Audi 200. Qui il problema non era di natura elettrica o meccanica, ma riguardava il tappetino del lato guidatore che finiva sotto il pedale dell’acceleratore, bloccandolo. Nel 1972, invece, la Volkswagen produsse il modello Beetle. La vettura fu ritirata dal mercato a causa dei tergicristallo che si staccava da solo.

Anche in Italia abbiamo avuto dei modelli non all’altezza prodotti dall’Alfa Romeo e dalla Lancia. Il modello Alfasud, il più venduto della storia, aveva un problema con la ruggine. La macchina ne soffriva tantissimo, dato che le domande erano tantissime. Stesso problema anche per la Lancia Beta. A causa dei cambiamenti climatici la vernice soffriva di corrosione a tal punto che i pezzi furono ritirati dal mercato ancor prima di essere venduti.

La Toyota è la casa automobilistica con più problemi

La casa automobilistica che più di tutte ha dovuto ritirare le proprie auto del mercato è stata la Toyota. Nel mondo sono stati tolti dal mercato ben 6,39 milioni di modelli. In Europa 810mila e in Italia 200mila.

 

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Enorme danno per Mercedes: vetture ritirate per il grave problema

Grandi problemi per la casa autonobilistica tedesca Mercedes. Quasi un milione dei suoi veicoli sono stati richiamati e tolti dal mercato per un problema all’impianto frenante. Ad annunciarlo è stata l’Autorità federale dei trasporti (KBA), che ha dichiarato come questi modelli difettosi sono quelli messi in commercio dal 2004 al 2025 della serie ML e GL SUV, e anche della monovolume di lusso Classe R. Le dichiarazioni della KBA sono avvenute nella giornata del primo giugno.

Mercedes, problema all’impianto frenante nei vecchi modelli

Il richiamo da parte della Mercedes di una serie di modelli difettosi non è certamente il primo e di certo, questo, non getta una bella luce sulla casa automobilistica tedesca. Quello avvenuto in questi ultimi giorni riguarda una serie di modelli prodotti tra il 2004 e il 2015. Inizialmente sembrava che bisognava ritirarne solo 300mila di queste vetture costruite tra il 2006 e il 2012 e destinate al mercato americano e canadese. Oggi invece la platea sembra essersi estesa a ben 70mila automobili, tutte in uso in Germania. Queste le dichiarazioni della nota casa automobilistica sulla deicisone di questo ritiro: Abbiamo scoperto che in alcuni di questi veicoli, la funzione del servofreno potrebbe essere influenzata da una corrosione avanzata nell’area del giunto dell’alloggiamento“.

La Mercedes raccomanda ai proprietari di questi veicoli di non usarli fino alla prossima ispezione e di portarli nell’officina indicata per effettuare tuti i controlli necessari sull’impianto frenante. Nel caso in cui venissero rilevate delle anomalie, l’intero impianto verrà cambiato dall’officina stessa gratuitamente. Se non vengono riscontrati problemi, invece, la vettura potrà continuare a circolare per altri due anni prima di sottoporsi ad un nuovo ed ulteriore controllo.

Mercedes, vetture ritirate anche negli USA negli anni passati

Quello del 2022 è solo l’ultimo dei richiami da parte della Mercedes. Prima di questo ce ne è stato un altro nel 2021 per 1,3 milioni di auto che sono state richiamate per un problema al software. Questo problema fu riscontrato nelle vetture che circolavano negli Stati Uniti. In quel caso ad aver subito un malfunzionamento era stato il servizio di emergenza eCall. Infatti nell’ottobre del 2019 questo sistema di emergenza non riuscì a localizzare una vettura, poichè non potè inviare le informazioni precise ai soccorritori che tardarono molto ad arrivare, mettendo a rischio la vita dell’automobilista.

Il sistema invece, in caso di incidente, malore o qualsiasi altro problema, avrebbe dovuto notificare tutto al centro operativo un’avaria, per mettere a qualsiasi auto medica o a qualsiasi ambulanza più vicina di soccorrere in modo tempestivo il o i passeggeri.

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Fiat, stop ad auto diesel e benzina: rivoluzione elettrica dal primo luglio

Fiat si avvia verso l’elettrificazione totale: ecco cosa ha deciso di fare la celebre casa automobilistica italiana a proposito della trasformazione che è già in atto sui mezzi di trasporto.

Secondo la Commissione Europea, l’Italia non appare perfettamente in linea con i piani dell’UE: l’obiettivo è quello di elettrificare totalmente la mobilità entro il 2035. In merito, però, ci sono tanti dubbi e parecchie opposizioni mosse anche da parte di diverse case automobilistiche. Le aziende non sembrano essere pronte e per i prossimi anni i motori termici a basse emissioni potrebbero affiancare quelli elettrici. In questa situazione la Fiat ha deciso di fare un passo avanti verso l’elettrificazione: dal primo luglio nel Regno Unito il brand torinese non venderà più auto con motorizzazioni termiche, ma solo vetture ibride e elettriche.

I cittadini britannici hanno accolto con entusiasmo il cambiamento, aprendosi allo stop definitivo ai motori a combustione pura: i dati raccolti da Fiat parlano di un 40% in meno di questa tipologia già a partire dallo scorso anno. Il futuro è elettrico e la celebre azienda italiana lo sa bene: nel 2021 la Fiat ha fatto registrare il picco di immatricolazioni di vetture elettriche, la cui vendita è cresciuta dell’88,3%.

Solo auto elettriche in UK entro il 2030: l’obiettivo della Fiat

Questi numeri sono destinati ad aumentare, dal momento che la Fiat ha deciso di vendere solo auto elettriche e ibride in UK. Addirittura, le auto che si muovono grazie a benzina e diesel verranno completamente vietate nel Regno Unito a partire dal 2030. Passi da gigante per la Fiat che ha cominciato il percorso verso l’elettrificazione con il lancio di Panda e 500 Hybrid, per poi proseguire con la Nuova 500 in versione elettrica. Un vero gioiellino con caratteristiche “best-in-class, come le tecnologie di guida autonoma di livello 2, una varietà di opzioni di batteria (24 kWh o 42 kWh) e un’autonomia fino a 199 miglia (320 km, in ciclo WLTP), la più alta di qualsiasi city car elettrica presente oggi sul mercato”, come ha voluto specificare la casa produttrice.

ricarica auto elettrica
Foto di A. Krebs da Pixabay

C’è molto entusiasmo per questo forte cambiamento in atto, come testimoniato dalle parole dell’amministratore delegato di Fiat e Abarth UK, Greg Taylor, che ha voluto sottolineare l’importanza di questo passaggio che si può definire storico per l’azienda di Torino. “Un punto cruciale nel nostro impegno per fornire soluzioni di mobilità sostenibili e convenienti a tutti i nostri clienti. La mossa si sposa con i nostri veicoli pensati per le aree urbane, guidati dalla popolarità della Nuova 500”, così ne ha parlato Taylor.

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In auto questa abitudine può essere letale per i tuoi polmoni: prendi coscienza e fai queste manutenzioni

Cattive abitudini in auto possono danneggiare gravemente la nostra salute. Ecco alcuni atteggiamenti che bisogna correggere per evitare gravi ripercussioni.

Una corretta manutenzione dell’aria condizionata all’interno del nostro veicolo è importante, non solo per motivi igienici ma anche per la salute di chi si ritrova all’interno dell’abitacolo. In questo periodo, con il drastico aumento delle temperature, l’utilizzo del climatizzatore in auto è scontato e, l’unico modo per riuscire a sopportare il caldo torrido, soprattutto nel traffico, è ricorrere al condizionatore.

Per avere una maggiore efficienza è importante effettuare la pulizia e l’igienizzazione periodica di tutte le componenti interne. Sottoporre l’impianto di aria condizionata ad eventuali pulizie ed igienizzazioni è fondamentale, perché è proprio nelle bocchette del climatizzatore che spesso si annidano i batteri e impurità che possono essere nocive per la nostra salute.

Un danno per la salute i condizionatori auto

Se si viaggia con filtri sporchi, dall’aria condizionata potrebbero uscire funghi, virus e anche muffa. Respirare quest’aria di sicuro non sarà salutare per tutte le persone che si ritrovano nella vettura.

A rischiare, in particolare, sono i soggetti allergici e bambini. Per non parlare del grave rischio che corrono persone con patologie pregresse. Anche se la manutenzione può avere costi elevati, è interessante sapere che può essere svolta anche da soli, arrivando a risparmiare soldi.

Come si puliscono i filtri dell’aria condizionata?

In commercio esistono molti prodotti che possono aiutare a pulire i filtri del climatizzatore in auto. Uno di questi è una particolare schiuma igienizzante che va spruzzata nei condotti di aspirazione della ventola, dopo aver lasciato il condizionatore per circa dieci minuti alla massima potenza. Si passerà poi a pulire le bocchette dell’aria condizionata. In genere, si può passare semplicemente un panno imbevuto di detergente disinfettante nelle singole fessure e attendere che il prodotto faccia effetto e si assorba prima di avviare il condizionatore.

Per chi è provvisto, può anche utilizzare il compressore per rimuovere lo sporco in eccesso e la polvere, anche se non sempre i risultati sono efficaci al 100%. E’ possibile che la polvere spazzata via con il compressore, si posi all’interno dell’abitacolo contribuendo ad un maggior sviluppo di funghi, batteri e virus. Ma ogni quanto si deve effettuare questa pulizia? In genere l’impianto dovrebbe essere pulito almeno una volta l’anno. Altro consiglio è di effettuare tale pulizia una volta raggiunti i 15.000km fino ad un massimo di 20.000km.

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Auto, vietata l’aria condizionata, la scelta sarà o morire di caldo o pagare multe salatissime

L’estate oramai è arrivata. Il caldo è esploso nelle ultime settimane e sempre più persone sono sofferenti al caldo. Questo potrebbe essere un grande problema quando si prende la macchina per spostarsi. Spesso il veicolo viene lasciato sotto il sole diventando rovente. Per poterlo utilizzare l’unico rimedio è accendere l’aria condizionata, che può risultare davvero un elemento di sicurezza per chi deve affrontare lunghi viaggi sotto il sole. Eppure adesso, per chi la mette in funziona, c’è il rischio di una multa davvero salata.

In auto non sarà più possibile utilizzare l’aria condizionata

Il più grande sollievo che può avere un guidatore o un passeggero di un auto è proprio l’aria condizionata. In estate, con il caldo torrido, quando ci si trova ad affrontare lunghi viaggi per lavoro o per vacanze, non è ideale restare sotto il sole, soprattutto durante le ore di punta. Il veicolo può diventare rovente rischiando anche di portare malesse e colpi di calore per chi guida o per chi è intento a godersi il viaggio.

Per questo motivo l’aria condizionata risulta essere molto preziosa. É anche vero, però, che l’utilizzo della stessa può portare ad aumentare i cosnumi dell’auto. Questo perchè quando la accendiamo aumenta il consumo energetico. Una bella grana in un periodo in cui si cerca di risparmiare su ogni cosa.

Pesanti multe per chi usa l’aria condizionata

Viaggiare al mondo d’oggi è diventata sempre più una necessità. Infatti l’auto è uno di quei mezzi molto comodi, soprattutto perchè è dotata di aria condizionata, un vero e proprio salva vita durante l’estate. Ma con la guerra in Ucraina che va avanti, lo Stato sta cercando di intervenire per multare qualsiasi spreco di diesel e benzina.

Il Codice della Strada, però, sottolinea come l’uso dell’aria condizionata in auto sia perfettamente legittimo. Tuttavia ci sono alcune situazioni in cui il suo utilizzo è considerato uno spreco e per gli automobilisti possono esserci multe davvero salate. Si parla di 400 euro.

I casi in cui è prevista la multa sono quando l’auto è ferma con il motore accesso e l’aria condizionata in funzione. In questo caso la sanzione può andare oltre i 400 euro. Il Codice della Strada considera questo comportamento come un vero spreco di carburante e se si viene beccati, la multa scatta in automatico. Dunque l’utilizzo dell’aria condizionata è consentito solo quando l’auto è in movimento.

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Auto: da luglio sarà obbligatoria la scatola nera nel veicolo – cosa bisogna fare

Le novità riguardanti le auto sono sempre infinite. Di recente sono emersi alcuni cambiamenti riguardo il mondo delle quattro ruote. Oltre alla possibilità di evitare di pagare il bollo dell’auto, che per molti scade tra i mesi di maggio e giugno, a partire dal prossimo mese sarà obbligatorio installare nel proprio veicolo un dispositivo fondamentale.

Si tratta della scatola nera, quella presente negli aerei, di fondamentale importanza quando succedono gli incidenti. Infatti questo strumento rileva gli ultimi dati di navigazione prima dell’impatto. É molto utile per capire come sia avvenuto l’incidente e di sia la responsabilità. Con lo stesso principio sarà fatto obbligo anche per i proprietari di un veicolo installare questo dispositivo. Secondo il regolamento dell’Unione europea, tutti i membri dell’UE dovranno avere in dotazione nelle auto questo dispositivo. A differenza di come molti pensano non sarà lesa la privacy dei cittadini, perchè funzionerà soltanto in caso di incidente.

Auto, la scatola nera sarà obbligatoria a partire da luglio

Molti non ne sono a conoscenza, ma da luglio, sulle macchine di nuova omologazione sarà obbligatorio inserire il dispositivo della scatola nera a partire dal 6 luglio 2022. Invece, su quelle di nuova immatricolazione, dovranno già averlo incorporato, ma sarà obbligatorio a partire dal 7 luglio 2024.

Chi avrà già in dotazione sul proprio veicolo questo dispositivo, non deve temere per la propria privacy. Le Forze dell’Ordine, infatti, attarverso questo strumento, potranno capire le dinamiche di un incidente e anche chi detiene la responsabilità. Infatti la scatola nera registra tutte le informazioni riguardo il veicolo: la velocità, l’attivazione dei sistemi di sicurezza e anche la posizione del veicolo.

Chi, a sua volta, non avrà installato sul proprio mezzo questo dispositivo, potrà incorrere in sanzioni molto molto gravi, secondo quanto stabilito dai legislatori europei. Inoltre la scatola nera non potrà essere in alcun modo manipolata o disattivata.

I vantaggi della scatola nera

Non si conoscono ancora le conseguenze di avere installata nel proprio veicolo la scatola nera. Si possono solo fare delle ipotesi. Ad esempio il costo dell’auto sarà maggiore, perchè si dovranno coprire i costi di installazione di questo dispositivo. Se da un lato le auto costeranno di più, dall’altro diminuiranno i costi delle assicurazioni e anche il numero di incidenti.

Infine, un secondo vantaggio di avere la scatola nera incorporata nel mezzo, è che, quest’ultima, ha al suo interno un GPS che permetterà al proprietario dell’auto di ritrovare il mezzo in caso di smarrimento.

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Addio Bollo auto: chi è esente dal pagamento in maniera permantente

Quando si acquista un auto bisogna tenere ben presente i costi ad essa connessi. A partire dall’assicurazione, per continuare con la revisione, fino al ballo, ovvero la tassa regionale che bisogna versare obbligatoriamente. Chi non la fa va incontro a delle sanzioni fiscali molto pesanti, oltre che al fermo del veicolo e la decurtazione dei punti sulla patente. Gli importi variano da regione a regione ma, in alcune, è anche possibile evitare di pagarlo. Ad esempio sono esenti totalmente, o parzialmente, chi possiede veicoli elettrici oppure ibridi.

Bollo auto, chi potrà evitare di pagarlo

Il mese di maggio porta con sè diversi pagamenti. Uno di questi è il bollo dell’auto. Non tutti, però, saranno obbligati a versare nelle casse dello Stato questa cifra. In base ad alcune direttive ACI, in queste Regioni elencate di seguito, i proprietari dei veicoli sono esenti dal pagamento: Abruzzo; Campania; Friuli-Venezia Giulia; Lazio; Liguria; Sardegna; Sicilia; Umbria.

Invece, per quanto riguarda la Provincia autonoma di Bolzano, sono esonerati dal pagamento i seguenti veicoli:

  • consegnati ai concessionari per la rivendita;
  • destinati ai disabili;
  • elettrici, alimentati con GPL o metano, ibridi;
  • esportati temporaneamente in un paese extracomunitario;
  • storici.

Caso ancora diverso per quanto riguarda la Puglia, dove si può evitare di pagare il bollo per i veicoli a rischio furto o per quelli in demolizione. In Toscana, invece, sono esenti i proprietari dei veicoli per altri usi, come quello di soccorso sanitario, le organizzazioni di volontariato (ONLUS) e le organizzazioni non governative (ONG).

No al pagamento del bollo dell’auto: le esenzioni sono anche permanenti

L’esenzione dal pagamento del bollo dell’auto può essere, in alcuni casi, anche permanente. L’unica regola da rispettare è quella che il veicolo non superi una certa cilindrata per applicare l’IVA agevolata. Inoltre l’auto deve essere intestata ad una persona con disabilità, o ad un familiare che ha in carico una persona con disabilità. Inoltre c’è anche la possibilità che una persona certificata disabile abbia due macchine intestate. In quel caso varrà l’IVA agevolata solo per quella che viene usata con maggiore continuità.

Alcune Regioni, inoltre, possono anche estendere queste nuove normative (l’esenzione dal pagamento del bollo) anche ad altre categorie di cittadini. Per questo motivo bisogna controllare sul sito della Regione di appartenenza se si rientra nelle categorie di perosne che possono evitare di pagare il bollo dell’auto. Ed anche capire come pagarlo e quanti soldi versare per evitare pesanti multe.

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Bonus auto e moto, tutto quello che c’è da sapere prima di fare qualsiasi acquisto

acquistare auto con bonus
Foto di Florian Pircher da Pixabay

Sono arrivati i nuovi incentivi verdi per auto e moto: tanti i bonus previsti per chi decide di acquistare nuovi mezzi e rottamare quelli vecchi! Ecco cosa devi sapere!

Stando a quanto dichiarato dai bene informati i nuovi bonus per auto e moto saranno notevoli: in questo 2022 sono pronti ad essere sbloccati ben 650 milioni di euro, stessa cifra che verrà destinata al 2023 e al 2024. Praticamente possiamo dire che in tre anni saranno due i miliari di euro destinati a questo incentivo.

Come è possibile usufruirne? Cominciamo con il dire che l’impianto degli incentivi è previsto per l’acquisto di auto elettriche: fino ad un costo di 35 mila euro più Iva sarà possibile richiedere un contributo di 3mila euro. Ma non è tutto: è possibile aggiungere altri 2mila euro rottamando la vecchia automobile inferiore a Euro5.

Bonus auto e moto: a quanto ammontano e come richiederli

I contributi da richiedere possono essere diversi: per acquistare veicoli di tipo ibrido plug-in con un prezzo che ammonta a circa 45mila euro più Iva è possibile richiedere un contributo di circa 2mila euro. E anche in questo caso si possono sommare altri 2mila euro dovuti alla rottamazione. Gli stessi 2mila euro di rottamazione possono essere utilizzati per acquistare auto con motori tradizionali a basse emissioni e alcuni modelli di mild hybrid e full hybrid che arrivano a costare fino a 35 mila euro più Iva.

acquistare moto con bonus
Foto di Pexels da Pixabay

Cosa succede, invece, nel caso delle moto? Nel caso di ciclomotori e motocicli elettrici e ibridi appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, è possibile richiedere ed applicare  il bonus è del 30% del prezzo fino a 3mila euro, e del 40% fino a 4mila euro, ma solo se si rottama una moto in una classe da Euro 0 a 3. Un contributo del 40% rispetto al prezzo d’acquisto e di circa 2500 euro con rottamazione è invece assegnabile per l’acquisto di ciclomotori e motocicli termici nuovi appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e: è possibile usufruire di un ulteriore sconto del venditore del 5%.

Perché sono stati ideati questi bonus? Per dare una spinta al mercato delle auto e delle moto, dal momento che le vendite hanno subito un crollo del 33% rispetto al 2021 e del 44,4% rispetto agli anni precedenti alla diffusione del Covid. Con questi bonus ci si aspettano circa 200.000 immatricolazioni in più. Per quanto riguarda i tempi, invece, si parte ad utilizzare i bonus dalla metà di maggio. A sostenere gli incentivi ci pensa il fondo automotive da 8,7 miliardi creato dal ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.

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Sai qual è l’auto più costosa al mondo? Fantascienza: ecco il bolide da oltre 100 milioni di euro!

Un nuovo record è stato stabilito per un’automobile venduta all’asta: ecco la macchina che è risultata la più costosa al mondo e per quale cifra è stata comprata!

La notizia arriva dalla Germania e riguarda un’asta che si è tenuta durante un evento privato: nell’occasione una rarissima automobile è stata venduta per una cifra a dir poco pazzesca, cifra che le è valsa l’appellativo di auto più costosa al mondo. Stiamo parlando di un’esclusiva Mercedes 300 SLR Uhlenhaut Coupé, battuta all’asta per 135 milioni di euro.

In questo modo e grazie a questi numeri la Silver Arrow, nome con cui è stata soprannominata l’automobile, avrebbe di fatto superato la Ferrari 250 GTO nella classifica delle auto più costose o comunque di quelle più pagate nell’ambito di un’asta specializzata. Dal canto suo la celebre casa automobilistica tedesca ha preferito non rilasciare nessun tipo di comunicazione ufficiale in merito alla notizia di una vendita record di uno dei suoi rarissimi modelli.

La Mercedes batte la Ferrari: il record della Rossa polverizzato all’asta

Questa vettura è così rara perché in tutto il mondo ne esistono solo due esemplari, disegnati da Rudolf Unlenhaut, creativo del gruppo Daimler-Benz negli anni 50. L’automobile di cui tanto si parla è stata venduta nei pressi di Stoccarda, a qualche chilometro di distanza dal Museo di Mercedes. Ad aver diffuso i dettagli che riguardano la vendita dell’automobile è Hagerty: si afferma anche che il numero di telaio della vettura venduta è già stato diffuso, identificando in modo univoco l’esemplare.

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Il record stabilito dalla Mercedes si differenzia da quello della Ferrari 250 GTO: quest’ultima era stata acquistata il 25 agosto del 2018 nell’ambito di un’asta pubblica e non erano state considerate le trattative private. In quell’occasione era stata la casa d’aste RM Sotheby’s a curare la vendita dell’automobile.

L’asta si era tenuta a Monterey, California ed era stata raggiunta una cifra ragguardevole, 48,4 milioni di dollari equivalenti a circa 41 milioni di euro. Il valore era stato giustificato dalla storia del marchio, garanzia di successo, e dall’unicità del modello, identificato come rarità, anzi come pezzo unico, dal numero di telaio 3413 GT.

Dei 36 modelli prodotti, quello battuto all’asta, è stato identificato come l’unico esistente, nonché una delle sette automobili che sono state realizzare dall’atelier Scaglietti. Si attendono conferme per stabilire se effettivamente la Mercedes battuta all’asta abbia superato la Ferrari o se non si tratti di una notizia gonfiata ad arte per creare scompiglio nel mondo degli appassionati di auto di lusso.