Pensione anticipata tutti i casi: 1.300 euro per chi va in pensione a 62, 63 e 67 anni

Si sta lavorando ad una riforma delle pensioni che garantisca benefici per tutti i lavoratori del presente: ma cosa succederà a chi vorrà anticipare la data della pensione?

Una delle proposte avanzate dal Governo negli ultimi mesi riguarda il ricalcolo contributivo della pensione in caso di uscita anticipata dalla vita lavorativa. I sindacati si sono opposti con forza a questa prospettiva dal momento che il calcolo misto retributivo risulta molto più conveniente e in molti casi permette l’aumento dell’assegno spettante. Ma l’opzione suggerita dal Governo pare essere l’unica via possibile per una riforma e allora scopriamo insieme quale assegno di pensione tocca a chi decide di anticipare la pensione a 62 anni.

Con uno stipendio medio costante di circa 1.300 euro arriviamo ad un montante contributivo di circa 5.577 euro per ogni anno lavorato. A fronte di almeno 20 anni di contributi accumulati ci troveremmo di fronte ad una situazione del genere: si percepirebbero 409 euro mensili a 62 anni e 421 euro mensili a 63 anni. Nel caso di 35 anni di contributi versati, avremmo invece 716 euro mensili a 62 anni e 737 euro mensili a 63 anni. Cifre decisamente molto basse a causa dell’importo della retribuzione.

Cosa accadrebbe se, invece, si aspettassero i 67 anni per andare in pensione? In questo caso le cose cambiano e le cifre aumentano. Con 20 anni di contributi all’attivo, si arriverebbe ai 67 anni almeno con 5 o 4 anni di contributi in più e quindi con 25 anni di contributi la pensione sarebbe pari a 597 euro al mese (invece dei 409 precedenti), mentre con 24 anni di contributi la pensione arriverebbe a 574 euro (più dei 421 precedenti).

età pensionabile
Foto di Benjamin Balazs da Pixabay

 

Anticipo della pensione: quando è consigliabile e a quanto ammontano gli assegni

Se gli anni di contributi accumulati sono 35 e si arriva alla pensione a 67 anni le cifre aumentano ancora: con 40 anni di contributi la pensione ammonta a 956 euro mensili (invece dei 716 euro precedenti), mentre con 39 anni di contributi la pensione arriva a 932 euro mensili (molti di più dei 737 spettanti in precedenza).

L’anticipo della pensione è sicuramente una scelta possibile ma è sempre meglio valutare le diverse opzioni a disposizione e capire a quanto ammonti effettivamente l’assegno spettante. Con le attuali retribuzioni medie, infatti, non conviene smettere di lavorare prima del tempo.

Non ci resta che sperare che la prossima riforma delle pensioni possa cambiare nuovamente una prospettiva che appare tragica introducendo novità importanti e qualche beneficio per chi non percepisce uno stipendio che permetta di vivere bene una volta lasciato il lavoro quando si è più in là.