Truffa Gratta e Vinci, pagato meno del 10% della vincita: cosa c’è da tenere d’occhio

Ancora un caso di truffa di Gratta e Vinci: a Milano un 59enne viene derubato dal tabaccaio che gli consegna una cifra nettamente inferiore a quella trovata sul fortunato biglietto.

I casi di truffa con i biglietti Gratta e Vinci sono, ormai, diventati un mast. É molto difficile vincere, ma certe volte si rimane increduli quando la fortuna gira dalla nostra parte. L’euforia di vincere tanti soldi, però, potrebbe svanire se si viene inbrogliati. É quello che è successo in una tabaccheria a Milano a giugno dello scorso anno.

Il gestore di nazionalità cinese di un bar tabaccheria, ha deciso di elargire al vincitore di un Gratta e Vinci una somma diversa da quella riportata sul biglietto fortunato. Invece di 100mila euro ha provato a consegnarli 7.800 euro in contanti. Una somma che, senza la decurtazione delle tasse, arriva a 10 mila, un decimo del reale importo della giocata fortunata.

Coppa di tabaccai indagata per truffa su un Gratta e Vinci

A finire indagati sono stati una coppia: lui 46enne, accusato di truffa aggravata, lei 36enne indagata per ricettazione. Questo fatto ricorda a molti quello avvenuto nel napoletano quando una signora, che aveva vinto mezzo milione di euro al Gratta e Vinci, si è vista rubare il biglietto fortunato dal tabaccaio.

Per quanto riguarda l’indagine a Milano, il pm Cristina Barilli ha notificato la chiusura dell’indagine in attesa del processo alla coppia. Nel frattempo ha ottenuto dal gip Ileana Ramundo il sequestro preventivo di 80mila euro, che si trovavano sul conto corrente della donna 36enne aperto alcuni giorni prima della validazione del biglietto vincente.

La ricostruzione dei fatti

Di fronte a questo caso di truffa, l’uomo deubato, un 59enne milanese, ha ricostruito i fatti davanti al pm Barilli. Attorno alle 5:30 di una giornata di giugno dello scorso anno, l’uomo, prima di recarsi a svolgere il suo lavoro, quello di pulizie in un appartamento in via Ripamonti, si reca alla solita caffetteria, come era sua consuetudine fare ogni giovedì e venerdì. Una volta entrato dentro, ordina caffè e brioche e decide di comprare un biglietto Gratta e Vinci. Non aspetta di tornare a casa, ma decide di grattare subito lì il biglietto, scoprendo di aver vinto una somma di 2000 euro.

Questa somma, però, doveva essere moltiplicata per 50, quindi la vincita finale era di 100.000 euro. L’uomo, incredulo da quello che stava succedendo, decide di chiamare un suo amico per controllare, attraverso un’apposita App sul telefono, la vincita effettiva. Attraverso un codice QR, l’amico scansione il biglietto che gli era stato inviato per foto, scoprendo che la vincita era superiore a 10.000 euro.

Il 59enne, incredulo, si reca al bancone per riscuotere la vincita comunicando al tabaccaio Enzo che, una volta grattato il biglietto, è uscito il 50 per duemila. Il gestore, allora, gli chiede prima il biglietto e poi l’IBAN e il codice fiscale e lo invita nel retrobottega. Una volta che i due escono, Enzo ha in mano due mazzette di banconote da 10mila euro. Di questa somma ne consegna solo 7.800 all’uomo dicendogli che le altre 2.200 sono per le imposte. Incurante delle proteste del malcapitato, gli chiede anche di non avvisare di nessuno rispetto a quello che è successo. In quel momento il 59enne torna a casa senza biglietto.

Il giorno dopo torna di nuovo alla caffetteria scoprendo che Enzo aveva consegnato il biglietto ad un’altra persona che gli aveva dato gli stessi soldi, chiedendogli anche di non fare parola con i carabinieri. Da qui scatta la denuncia e le indagini portano a scoprire che la convivente del tabaccacio, il mese successivo alla truffa, aveva validato il tagliando e ricevuto il bonifico della vincita su un conto che egli stessa aveva aperto prima dell’incasso del Gratta e Vinci. Una somma pari a 80.100, senza imposte. I soldi, ora, sono bloccati e verranno restituiti al 59enne una volta chiuso il procedimento penale aperto nei confronti della coppia di tabaccai.