Superbonus 110%: chi rischia di doverlo restituire e perché

Chi ha già attivato la procedura per ricevere il Superbonus 110% si potrebbe trovare a vedersi bloccati i lavori edilizi già cominciati: ecco chi rischia di dover restituire il credito.

costruire casa con bonus edilizio
Foto di Ulrike Leone da Pixabay

La notizia dell’esaurimento dei fondi disponibili riguardo al maxi incentivo per le ristrutturazioni edilizie sta facendo preoccupare tutti: molti istituti di credito hanno annunciato ai propri clienti che non potranno più far fronte allo sconto in fattura per i lavori legati al superbonus. A spiegare la situazione è stata Banca Intesa: “La norma di legge impone, per tutti gli operatori del mercato, un vincolo di compensazione che prevede che ogni anno i crediti fiscali come quelli edilizi non possano eccedere il livello di imposte e contributi versanti dalla banca e che appunto possono essere oggetto di compensazione”.

Bonus edilizio 110%: le banche bloccano i crediti, le imprese rischiano il fallimento

Non si tratta dell’unica banca ad aver preso questa decisione: nei mesi scorsi già le Poste avevano fermato l’acquisto dei crediti e anche Bpm aveva eseguito la stessa procedura. Naturalmente c’è da prevedere come devono comportarsi le persone che hanno già firmato un contratto: se i lavori non sono ancora partiti e non ci sono stati investimenti è prevista l’applicazione della clausola che vincola l’avvio dei cantieri all’acquisto del credito da parte della banca, nessun problema.

bonus ristrutturazione edilizia
Foto di Jens Neumann da Pixabay

Se questa clausola non è presente nel contratto e i cantieri sono stati già aperti allora si va incontro al blocco dei lavori con conseguenze davvero nefaste. Secondo la Cna ci sarebbero oltre 30 mila imprese a rischio di fallimento con 150mila posti di lavoro che andrebbero persi. L’associazione degli artigiani parla di 2,6 miliardi di euro: questa la cifra dei crediti fiscali delle imprese che hanno riconosciuto lo sconto in fattura.

Potrebbero anche scattare delle salate sanzioni nel caso in cui i condomini abbiano già incassato parte del credito: si potrebbe dover restituire la somma già erogata. Come intervenire? “Una soluzione attuabile nell’immediato dal Governo, al fine di non bloccare i lavori e quindi disinnescare questa bomba sociale prima che sia troppo tardi, potrebbe consistere nell’introduzione di un periodo transitorio, fino a dicembre 2022, in cui i crediti acquistati dalle banche potranno essere compensati comunque entro 10 anni o convertiti in Buoni del Tesoro poliennali”, queste le parole di Antonio Paciocchi, esperto di Superbonus della Deloitte. Di certo una soluzione va trovata al più presto per evitare che tante imprese rischino il tracollo finanziario e siano costrette a chiudere i battenti.