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Covid, come riconoscere i sintomi della variante Omicron 5

Il Covid continua a circolare nella nuova versione Omicron 5: ecco quali sono i sintomi di questa sottovariante che si sta rapidamente diffondendo e come combatterla.

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Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

Crescono velocemente i contagi da Omicron 5: si parla di una diffusione del 50, 60% alla settimana, ma gli effetti non sono particolarmente gravi. “In molti hanno il mal di gola e la febbre, anche fino a 39. Ormai ogni giorno ci sono pazienti che vengono da me per fare il tampone, dopo essere risultati positivi al test casalingo”, spiega Khalid Kussini, medico di famiglia a Latisana, in Friuli Venezia Giulia, una delle regioni più colpite dalla nuova variante.

Omicron 5, come riconoscere e combattere l’ultima variante del Covid

I sintomi si condensano in febbre alta e forte mal di gola, accompagnati in molti casi da raffreddore, tosse, debolezza e dolori diffusi. Non scompaiono più gusto e olfatto come in passato. “Il virus, comunque, generalmente si ferma nelle alte vie respiratorie, alla trachea e ai bronchi. Quindi non causa polmoniti”, spiega il presidente della Società italiana di malattie infettive (Simit), Claudio Mastroianni, ordinario alla Sapienza. Proprio perché i sintomi non sono così gravi ci si negativizza in poco tempo e si resta a casa, senza degenze ospedaliere.

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Foto di BC Y da Pixabay

Ci si chiede se i tamponi siano in grado di rilevare la presenza di questa variante, ma al momento i dati raccolti dimostrano che i test funzionano. Il virus contagia anche chi ha fatto il vaccino e anche chi è già stato contagiato da precedenti sottovarianti del Covid.

Cosa bisogna fare nel caso si contragga Omicron 5? “Appena fatto il test positivo, i soggetti a rischio come diabetici, cardiopatici o immunodepressi, devono fare un antivirale. Non devono passare più di cinque giorni tra l’esame e la somministrazione. Ora abbiamo a disposizione tipi di questi farmaci, oltre a un monoclonale, che si può usare anche come profilassi pre esposizione. Gli altri medicinali di questo tipo invece non funzionano”, dice Mastroianni. No al cortisone, sì a infiammatori e tachipirina per contrastare i sintomi.

E per quanto riguarda la quarta dose di vaccino? Secondo gli esperti è bene che gli anziani e le categorie fragili richiedano subito la relativa iniezione di anticorpi. “Il vaccino non ha effetti collaterali, tanto più che si tratta di persone che hanno già ricevuto tre dosi. Resta un’arma a disposizione importantissima”, continua Mastroianni. Le raccomandazioni, dunque, restano sempre le stesse: mascherine sui mezzi pubblici e quarta dose di vaccino per chi è a rischio, in modo da conservare una copertura sempre migliore contro tutte le varianti.

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